Avviata la ricognizione dei fabbisogni per la ricostruzione privata

Il Commissario straordinario per la ricostruzione Fabrizio Curcio ha emanato l’ordinanza n.52 denominata “Disciplina delle modalità per effettuare l’aggiornamento della ricognizione dei soggetti potenzialmente interessati ad accedere ai contributi per la ricostruzione privata”, destinata a chi ha subito danni dalle alluvioni. Questo atto serve ad aggiornare il fabbisogno finanziario da destinare ai contributi, quindi non parla di scadenze per la presentazione della domanda sulla piattaforma Sfinge, ma stabilisce una data di termine per manifestare il proprio interesse a presentare la domanda.

I privati che non hanno già presentato domanda ai sensi dell’ordinanza 11 o 14 del 2023, possono manifestare entro il 31 ottobre 2025 la volontà di chiedere il contributo per la ricostruzione entro il prossimo 31 marzo 2026: questa richiesta farà maturare una priorità per lo svolgimento dell’istruttoria che serve per avere i contributi richiesti. Ma non rappresenta un obbligo per la successiva presentazione dell’istanza.

Quindi l’ordinanza non definisce nuove regole per i contributi, ma stabilisce solo le attività che servono ad avere un’attendibile quantificazione di massima dei soggetti che intendono presentare istanza di contributo per interventi di ricostruzione. In modo da avere una stima coerente dei relativi fondi necessari.

Pubblicata l’ordinanza commissariale sulle delocalizzazioni

Contributi fino a un massimo di 2.350 euro al metro quadro, comprese Iva e spese notarili, che andranno a chi ha avuto danni dalle alluvioni del 2023 e del 2024. Sono alcuni dei contenuti dell’ordinanza commissariale n. 53 sulle delocalizzazioni firmata dal commissario di Governo Fabrizio Curcio, d’intesa con la Regione Emilia-Romagna e dopo il via libera della Corte dei Conti. Destinatari sono i proprietari di case che sono state sgomberate e non potranno più essere ricostruite nello stesso luogo. Il Settore Ricostruzione dell’Urf sta organizzando un servizio di assistenza e fisserà degli appuntamenti nelle prossime settimane.

Come si calcola il contributo

Il contributo, che i beneficiari possono richiedere su base volontaria, è ottenuto moltiplicando la superficie totale dell’immobile (attestata dalla perizia del professionista incaricato) per il costo parametrico, articolato per classi di superficie, oltre l’Iva. Il costo parametrico per il 2025 è di 2.200 euro al metro quadro fino a 200 metri quadri di superficie complessiva; 1.900 euro al metro quadro per la parte eccedente da 200,01 metri quadri a 350 metri quadri di superficie complessiva; 1700 euro al metro quadro oltre i 350,01 metri quadri di superficie complessiva. Ai valori parametrici indicati è aggiunto l’importo forfetario di 150 euro al metro quadro per spese notarili e per la ricostruzione in un altro sito.

Come sottolineato dal Commissario, sono previsti due percorsi distinti: uno dedicato a chi richiede il contributo per l’acquisto di una nuova area e le attività correlate, e un altro per chi sceglie l’acquisto di un immobile già pronto e a uso residenziale. È previsto un passaggio preliminare con una commissione tecnica straordinaria che esaminerà i requisiti e valuterà la concreta impossibilità a mantenere l’immobile nel sito in cui si trova. La commissione esprimerà un parere che diventerà vincolante per la successiva domanda di contributo. Si possono richiedere fondi fino al 100% delle spese sostenute e comunque fino al raggiungimento del tetto massimo dell’importo stabilito dall’ordinanza, nei limiti delle risorse disponibili.

La stessa ordinanza stabilisce anche contributi per i danni ai beni mobili presenti all’interno dell’immobile da delocalizzare, fino a un importo massimo complessivo di 6.000 euro per abitazione. Il contributo per la delocalizzazione può essere riconosciuto anche per interventi di ristrutturazione di un immobile esistente già nella disponibilità di chi fa richiesta.

Come presentare domanda

Per presentare domanda deve essere certificata l’impossibilità di ricostruire l’immobile dove era in origine e specificata la condizione di grave danneggiamento. Ciò accade in tutti i casi in cui sia stato adottato dal Comune un provvedimento di inagibilità, sgombero, evacuazione o demolizione, senza la possibilità di ricostruire. Il Comune, nell’ambito delle attività istruttorie di propria competenza, richiede alla commissione tecnica straordinaria la verifica prevista. Acquisito il parere favorevole della verifica della commissione, il soggetto beneficiario procede alla presentazione dell’istanza di contributo, corredata dalla documentazione.

Le strutture tecniche dell’Unione della Romagna Faentina si stanno organizzando per incontrare i privati potenzialmente coinvolti nel processo di delocalizzazione e verificare in sede di preistruttoria le relative condizioni dettate dall’ordinanza, partendo da quelle famiglie che a tutt’oggi sono fuori casa per ordinanze di inagibilità/inabitabilità di costruzioni poste in ambito rurale. I proprietari degli immobili dei 6 Comuni dell’Unione gravati dalle ordinanze saranno direttamente contattati nelle prossime settimane dalle nostre strutture. Per ogni delucidazione resta a disposizione il Servizio Emergenza in via XX settembre n. 3, tel 0546/691313.