Il consigliere comunale Nicola Grandi (Fratelli d’Italia), capogruppo, ha presentato un’interrogazione in Consiglio comunale per ottenere chiarimenti sull’ipotesi di prolungamento della pista dell’aeroporto “La Spreta” di Ravenna, con l’obiettivo di renderla idonea ad accogliere velivoli di maggiori dimensioni, tra cui anche i Canadair utilizzati nella lotta agli incendi boschivi.

L’iniziativa nasce dalla crescente esigenza, emersa soprattutto nei mesi estivi, di rafforzare le capacità operative per fronteggiare gli incendi sul territorio. Secondo Grandi, disporre in provincia di uno scalo in grado di ospitare un Canadair pronto al decollo sarebbe «un supporto determinante per la sicurezza del territorio» e migliorerebbe la rapidità degli interventi in caso di emergenze.

Il consigliere evidenzia inoltre che un aeroporto potenziato garantirebbe benefici non solo sul fronte antincendio: una pista più performante consentirebbe una migliore gestione delle emergenze, una maggiore sicurezza complessiva per i cittadini e la possibilità di accogliere velivoli oggi non previsti, anche con utilizzi civili.

Nell’interrogazione Grandi richiama anche le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Emilia-Romagna, che ha ribadito la necessità di investire sugli aeroporti regionali. In questo contesto — sostiene — vi è il rischio che Ravenna resti esclusa nonostante la storica presenza del suo scalo.

L’atto chiede quindi all’Amministrazione comunale di chiarire:

  • la propria posizione sul possibile prolungamento della pista;

  • l’esistenza di studi, analisi o valutazioni già avviate;

  • le ricadute previste in termini di sicurezza, ambiente e gestione delle emergenze;

  • il ruolo del Comune nei rapporti con ENAC, Aeroporti di Bologna e gli altri soggetti competenti in materia di sicurezza aerea e attività antincendio.

«Un aeroporto adeguatamente attrezzato non è solo un’opera tecnica» conclude Grandi, «ma un investimento strategico per la sicurezza del territorio e per le opportunità che possiamo offrire alla comunità. Per questo chiediamo risposte chiare e una visione concreta sul futuro dello scalo ravennate».