La Cgil torna in piazza. Il 25 ottobre è in programma la manifestazione nazionale “Democrazia al lavoro”. L’appuntamento è a Roma, con concentramento in piazza della Repubblica alle 13,30 e conclusione in piazza San Giovanni in Laterano. Dalla provincia di Ravenna partiranno diversi pullman che raggiungeranno la capitale. Da Cervia (ore 5,30 in via dell’Ospedale); Alfonsine (ore 5,30 in piazza della Resistenza); Lugo (ore 5,45 autostazione corriere); ore 6 (Ravenna, parcheggio Cinemacity); Bagnacavallo (ore 6, rotonda autostrada); Faenza (ore 6, piazzale Iemca). È ancora possibile prenotarsi telefonando allo 0544 244280 oppure mandando una email a info-ravenna@er.cgil.it.
Le ragioni, per protestare contro le scelte del Governo, sono molteplici: “Ci sono problemi strutturali in questo Paese – commenta la segretaria generale della Cgil di Ravenna, Manuela Trancossi -. Si chiamano lavoro, pensioni, fisco, sanità, istruzione, investimenti tecnologici ed ecologici. A ciò recentemente si sono aggiunti altri fattori, come la corsa al riarmo e i dazi imposti da Trump, ai quali l’Europa non ha saputo contrapporsi. La Cgil scenderà in piazza il prossimo 25 ottobre per chiedere con forza delle risposte, perché non sono accettabili le condizioni in cui vive la maggior parte delle persone in Italia. Ci sono persone in povertà assoluta e in povertà lavorativa. Permangono il problema del precariato e gli alti tassi di dispersione scolastica. Sempre più persone rinunciano a curarsi per l’impossibilità di sostenere le spese. Tutto questo non è accettabile e siamo preoccupati dalle crescenti previsioni di spesa per l’industria bellica. Serve costruire un mondo di pace, di diritti e di equità per i cittadini”.
La Cgil avanza alcune priorità in vista della legge di bilancio per l’anno 2026: stop al riarmo; investimenti su sanità, istruzione, non autosufficienza, politiche abitative e sociali. Prendere i soldi da grandi ricchezze ed evasione fiscale; stop a flat tax generalizzata e condoni; restituire a lavoratori e pensionati il drenaggio fiscale già subito e neutralizzare quello futuro. Tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro; contrastare gli appalti non genuini e i subappalti.
























































