Chiuse le indagini riguardanti un infermiere del ravennate, accusato di omicidio volontario in relazione alla morte di un paziente 83enne, ricoverato nel reparto lungodegenza dell’ospedale di Argenta, avvenuta il 5 settembre 2024.

L’uomo è stato fermato lo scorso luglio dai carabinieri di Ferrara, titolari dell’indagini. Valutata la gravità del quadro indiziario e il pericolo di possibile inquinamento di prove, il gip dispose la custodia cautelare in carcere a Ravenna.

In seguito agli esami svolti da un pool di consulenti nominati dalla Procura, sono emerse, nel corpo dell’anziano deceduto, tracce di un farmaco – l’Esmeron – un miorilassante che può avere esiti letali e che normalmente è usato per intubare o in casi di emergenza. Nel caso specifico dell’83enne, il farmaco non rientrava nel piano terapeutico e oltretutto dal carrello delle emergenze mancavano quattro fiale, non riscontrate nemmeno in altri piani terapeutici.

L’inchiesta partì nell’autunno 2024, in relazione a due morti sospette, ma l’ipotesi di reato contestata all’infermiere è solo per l’83enne. C’è anche un secondo filone dell’indagine, che riguarda maltrattamenti.

L’infermiere, poi, si sarebbe fatto assumere esibendo un falso titolo di studio conseguito all’estero. L’uomo è quindi anche indagato per truffa, dopo aver ottenuto con l’inganno l’abilitazione professionale e l’assunzione all’Ausl di Ferrara.

Indagato anche un medico in servizio, all’epoca dei fatti, nello stesso reparto dell’infermiere. Il medico è accusato di falso ideologico in atto pubblico e interruzione di pubblico servizio in concorso.