Ancora polemiche per la serata al Teatro Rasi dedicata ai cambiamenti climatici andata in scena mercoledì 21 gennaio. La sera stessa dell’evento, dal titolo “Dialogo sul clima: l’esperienza del territorio e le politiche in campo per il futuro di Ravenna”, il gruppo “Salviamo i pini di Lido di Savio” ha organizzato una protesta all’esterno del teatro, in via Di Roma, contro la presenza del presidente della Regione Michele de Pascale, ritenuto, dai manifestanti, non idoneo a presenziare ad un evento incentrato sul tema in questione.

Oggi arriva la protesta di chi non è riuscito ad entrare a teatro, per l’iniziativa ideata dal Centro locale di adattamento climatico (Clac) del Comune di Ravenna.

Sono le Brigate di Solidarietà Attiva. Il gruppo di cittadini ha inizialmente partecipato al picchetto di protesta, organizzato dopo le scelte dell’allora sindaco de Pascale, di avviare il progetto del Parco Marittimo e di accettare l’arrivo del rigassificatore. Contestata anche l’urbanizzazione del territorio, ritenuta eccessiva.

Un gruppetto delle Brigate di Solidarietà Attiva ha provato inutilmente ad entrare in teatro, per partecipare alla serata pubblica, ma è stato risposto che ormai “la sala era piena”.

Il gruppo ha chiesto un confronto con il presidente della Regione, anche al termine della serata. Ma l’incontro non c’è stato:

“Chi era all’interno riferisce tante chiacchiere ma nessuno che abbia pronunciato qualcosa di chiaro e concreto, la politica come sempre impegnata nell’unica attività di suo interesse: il mantenimento del consenso”.

Si è fermato invece a parlare con il gruppo di manifestanti uno degli ospiti della serata,  il meteorologo Pierluigi Randi.

Dopo non essere stati fatti entrare, i manifestanti hanno conteggiato, all’uscita, i presenti alla serata, facendo notare come non era in realtà stato raggiunto il massimo di spettatori consentito dal teatro: “Ci si chiede se tutto questo sia tollerabile, questo manipolo preoccupato del consenso non rappresenta nessuno se non i devastatori dell’ambiente, gli interessi del capitale e l’indifferente ignoranza”.