“Cosa vuol dire protezione integrale di un’area naturale protetta? Lo abbiamo visto in questi giorni con la fugace apparizione di una foca monaca a foce del Bevano, una specie a gravissimo rischio di estinzione e che conta nel Mediterraneo poche centinaia di esemplari. Questa foca è andata proprio in un tratto di spiaggia a tutela integrale, soli 1500m di spiaggia teoricamente interdetti senza autorizzazione. Quella foca non è andata poco più a nord o poco più a sud, anche se non ci sono in questa stagione attività umane di rilievo, è andata proprio nel tratto a protezione integrale. Uno dei rarissimi tratti di costa adriatica che, ancora una volta, sta dimostrando il suo enorme valore ecosistemico.
Risulterebbe però difficile per alcuni comprendere il valore di questa protezione e il valore della tutela dei nostri territori, come risulta difficile comprendere che le regole sono anche un dovere e valore civico, etico e morale e non un fastidioso orpello da piegare secondo proprie necessità.
In questi giorni abbiamo ricevuto anche segnalazioni e documentazione di come regole e divieti vengano elusi e come anche l’Ortazzino, area di grande pregio del nostro territorio ancora non sufficientemente tutelato, venga esposto ad azioni umane fuori controllo che poco hanno a che vedere con il senso di tutela di un’aera naturalistica.
Si tratterebbe di intrusioni ed interventi che non sembrerebbero autorizzati o conformi per quanto previsto nelle aree tutelate di tipo A, B, C (ci sarebbe stato perfino il dissodamento di un’area con mezzi meccanici).
Le stesse escursioni a cavallo autorizzate in un ristretto anello dal Parco del Delta, risulterebbero svolgersi anche ben al di fuori del tratto previsto, con la realizzazione, parrebbe, perfino di un breve percorso ad ostacoli, con inevitabile disturbo alla fauna selvatica presente in questa “enclave” così ristretta. Nelle foto ricevute si vedono predisposti ostacoli che si presuppone siano utilizzati per “movimentare” delle gite a cavallo, segni inequivocabili del passaggio di questi animali, perfino un’area dissodata con mezzi meccanici. Quanto ci è stato recapitato, è stato primariamente confrontato sulle mappe dell’area, per verificarne l’attendibilità, che in un primo esame darebbe purtroppo riscontro positivo.
Tali azioni e attività normalmente vietate in aree pubbliche quanto private o concessionate, ci auguriamo vengano debitamente verificate dalle autorità preposte ed attivate tutte le misure del caso per l’individuazione delle responsabilità e la messa in sicurezza dell’area da future ed ulteriori violazioni, comprese le aree limitrofe delle zone A e B.
I nostri avvocati hanno ricevuto mandato per consegnare anche il materiale in nostro possesso alle forze dell’ordine, per le denunce del caso al fine di ripristinare il rispetto di quelle regole e di quella protezione che centinaia di cittadini hanno richiesto sui social commentando i video della foca monaca.
Come Europa Verde Ravenna siamo impegnati quotidianamente per la protezione delle nostre aree naturali e stiamo lavorando affinché esse siano allargate e ne sia migliorato e innalzato il livello di tutela.
Questo è solo il primo atto di una lunga serie che seguirà nei prossimi mesi su questo fronte e a cui stiamo lavorando di concerto con istituzioni ed enti di riferimento.”
Per Europa Verde Ravenna – Il Portavoce Antonio Lazzari

























































