Udienza martedì 2 dicembre al TAR Bologna per discutere la sospensione degli abbattimenti dei capanni balneari storici. Molti capanni infatti, secondo quanto stabilito dal Comune di Ravenna, vanno abbattuti entro il 21 dicembre.
“Verranno quindi cancellati manufatti storici di alto valore paesaggistico, culturale e testimoniale, che insistono su luoghi di tutela del paesaggio che essi stessi caratterizzano e che contraddistingue il nostro litorale ormai da un secolo” ammonisce Italia Nostra Ravenna.
“La loro presenza ha permesso l’accrescimento delle dune ed evitato la loro cancellazione per realizzare altre forme molto più impattanti di sfruttamento dell’arenile, quali gli stabilimenti balneari.
Di tutto questo il Comune non ha tenuto minimamente conto, di fatto dichiarandoli dal 2020 abusivi senza fornire alcuna spiegazione, nonostante prima fossero concessionati e pagassero regolarmente un canone.
Dopo le proteste è poi ricorso al grottesco espediente della ricostruzione posticcia e fasulla di nuovi capanni in altro luogo attraverso un bando supinamente accettato. Non più abusivi come dichiarato nell’ordinanza di abbattimento in scadenza il 21 dicembre, ma dichiarati nel bando dannosi per l’ambiente. I nuovi capanni vengono quindi privati del loro contesto naturale che li rendeva, per così dire, soggetti “da cartolina”. Ad esempio, solo qualche anno fa il Comune presentava sui propri canali social alcuni capanni – che devono essere oggi demoliti – facendosene vanto e decantandone la bellezza. Ora invece li distrugge”.
Italia Nostra Ravenna ha presentato un ricorso per chiedere la tutela dei manufatti e, per la giornata di domani, organizza un piccolo presidio presso il TAR di Bologna.























































