Fa discutere il pavimento musivo ideato e realizzato sotto la Porta Adriana (una delle porte storiche cittadine) dall’artista 39enne Nicola Montalbini.

Inaugurata il 17 ottobre nell’ambito della IX Biennale del Mosaico Contemporaneo, l’opera è stata subito ‘adottata’ da tanti che vorrebbero restasse anche dopo il 18 gennaio, data di conclusione della rassegna e di rimozione del tappeto musivo.
Cittadini, amministratori di vario colore politico, intellettuali, commercianti, chiedono che il pavimento resti in modo permanente. “E’ un’opera punk destinata alla città e se la città vorrà tenerla ne sarò felice, ma non voglio imporre nessuna decisione, che spetta invece alla comunità”, il commento dell’autore, felicemente sorpreso da questo successo.
Ampio 50 metri quadri, il tappeto musivo raffigura animali, mostri, elementi architettonici, simboli, persone. Figure ispirate ai mosaici di basiliche ravennati, di Aquileia, Pesaro, Otranto. Il tutto filtrato dalla fantasia dell’autore che – tra esseri mitici come la sirena Elettra, il verme Palagio, il raro Unicorno – ha inserito anche ricordi personali. Come l’immagine dell’archeologa ravennate Maria Grazia Maioli, scomparsa di recente; o il nonno Mario, gelataio; o l’amata gatta Trilli che sbuca da un lato del pavimento.
Il lavoro è durato due anni ed è stato realizzato con il sostegno del Comune di Ravenna e la collaborazione dell’ associazione Marte con la curatela di Daniele Torcellini ed Eleonora Savorelli, il Gruppo Mosaicisti di Marco Santi, di allievi dell’Accademia di Ravenna, e con gli sponsor Mapei e Profilpas. “Il lavoro di squadra è stato fondamentale, perché una cosa così da soli non la si può fare”, sottolinea Montalbini.
“Il Comune non è contrario a prolungare l’installazione – ha detto l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – Ma l’area è vincolata e le valutazioni sono subordinate al parere della Soprintendenza”. Intanto, i commercianti della zona hanno avviato una raccolta di firme.