“Francesca Albanese a Ravenna venerdì 26 settembre ha incontrato il Sindaco e poi ha ripetuto molte cose fondamentali per noi e per la Palestina. Tra queste ricordiamo «la necessità di fermare non solo il carico di armi ma interrompere ogni relazione commerciale con Israele e che l’autorità portuale dica che non parteciperà al progetto UnderSec se non verranno esclusi il Ministero della Difesa israeliano, l’Università di Tel Aviv e l’azienda Rafael».

Come Ravenna in Comune da tempo ci aspettiamo queste cose dalle Istituzioni nazionali (nonostante le ostentate e sbrodolate dichiarazioni di amore sionista) ma ci rivolgiamo per ottenerle innanzi tutto a quelle locali che, a parole almeno, sostengono di opporsi al genocidio in atto. Non nascondiamo, però, di crederci poco. Così, subito dopo la grande manifestazione del 22 settembre, scrivevamo: «Vedremo se l’Autorità Portuale batterà finalmente un colpo ed avrà il coraggio di uscire dal progetto Undersec a cui partecipa anche Israele». Ed anche il Sindaco si è tirato indietro nel Consiglio Comunuale del giorno successivo, così glielo abbiamo ribadito: «Dal progetto Undersec Ravenna, evidentemente, non può uscire: troppo grossi gli interessi in gioco con il rigassificatore. Troppo grossi anche per interrompere la complicità con il genocidio palestinese?».

Quello che Ravenna in Comune domanda da tempo al Sindaco è semplice ma, allo stesso tempo, indispensabile: «Cessare ogni rapporto di qualunque natura con Israele a partire dalle società di cui il Comune è socio. Così come non ha aspettato che fosse il Governo Italiano a muoversi, il Comune faccia la sua parte in ogni azione di competenza ed eserciti pressione istituzionale dove non è possibile un intervento diretto. In mancanza di una forza di interposizione armata, infatti, solo l’interruzione di ogni legame con Israele e la trasformazione dello Stato sionista in un paria internazionale può fare la differenza per la popolazione palestinese».

Eravamo tante e tanti il 16 settembre al corteo in Darsena promosso da BDS, il 19 settembre al corteo della CGIL, il 22 settembre al corteo promosso dai sindacati di base e dalle organizzazioni studentesche e infine (solo per ora) il 26 settembre attorno a Francesca Albanese. Siamo sulla strada giusta e siamo sempre di più ad avere ben chiaro cosa occorre fare. La rotta è tracciata, non facciamoci fregare da chi fa solo finta.

Interrompiamo ogni legame con Israele. Facciamo di Israele il paria del mondo.”