È stato presentato oggi, giovedì 11 settembre 2025, l’Osservatorio nazionale di CNA “Comune che vai, fisco che trovi”, giunto alla settima edizione, uno studio che esamina la tassazione sulle imprese con particolare attenzione alle differenze tra i territori.
L’eccessiva pressione fiscale e i conseguenti doveri richiesti alle imprese sono da lungo tempo i temi più caldi discussi in tutte le platee e su cui verte il confronto politico. Il dato della pressione fiscale, sul quale si basano le analisi, non può però dirsi rappresentativo del carico fiscale che grava sui redditi delle piccole imprese. Non esiste infatti nel nostro Paese una sola pressione fiscale ma tante legate non soltanto alla natura del reddito stesso ma anche alla localizzazione dell’attività produttiva.
L’Osservatorio “Comune che vai fisco che trovi” evidenzia un lieve calo della tassazione sulle imprese personali nel 2024 al 52,3% dal 52,8%. In media, a livello nazionale, le imprese hanno lavorato per il fisco fino al 9 luglio, due giorni in meno rispetto all’anno precedente.
In provincia di Ravenna il comune di Ravenna e quello di Lugo sono sostanzialmente in linea con la media nazionale e con quella delle Regione Emilia-Romagna (51,9%), pertanto le imprese di questi territori raggiungono il tax free day il 9 luglio. Ravenna si colloca al 60° posto per quanto riguarda la tassazione sulle piccole imprese, su 114 comuni analizzati.
Faenza evidenzia un total tax rate del 50%, di conseguenza le imprese faentine lavorano sette giorni in meno per raggiungere il tax free day, cioè fino al 2 luglio. Cervia, al contrario evidenzia un total tax rate del 55,1% e le imprese cervesi devono lavorare fino al 20 luglio per “liberarsi” dalle tasse. Questi squilibri sono da attribuire principalmente al diverso valore delle rendite catastali che vengono prese a riferimento per il calcolo dell’IMU.
Le analisi per l’anno 2024 confermano che, nonostante il carico fiscale sulle imprese personali sia diminuito ulteriormente rispetto agli anni precedenti, per effetto della riduzione dell’aliquota IRPEF, la pressione fiscale complessiva sul reddito resta elevata e rappresenta un vincolo allo sviluppo delle imprese italiane.
Alcune delle proposte avanzate nelle scorse edizioni dell’Osservatorio sulla tassazione delle piccole imprese sono state attuate, grazie all’azione di CNA. Ci si riferisce, in particolare all’introduzione dei regimi forfetario e fiscale agevolato, della deducibilità totale dell’IMU sugli immobili strumentali all’attività di impresa dal reddito, dell’eliminazione IRAP per le imprese individuali e i lavoratori autonomi.
“La strada da percorrere è sicuramente quella di continuare con ancora più determinazione verso una sensibile riduzione della pressione fiscale sul reddito delle imprese – dichiarano Matteo Leoni e Massimo Mazzavillani, rispettivamente Presidente e Direttore generale della CNA Territoriale di Ravenna – e perseguire una maggiore efficienza delle amministrazioni pubbliche con conseguente risparmio di risorse. Un’attenzione particolare deve essere rivolta alla trasmissione e alla continuità dell’impresa, garantire la continuità delle imprese non è solo una questione economica, ma un impegno politico e sociale di primaria importanza. Il passaggio d’impresa deve diventare un’opportunità di sviluppo, non un ostacolo burocratico o fiscale. È necessario introdurre un regime agevolativo strutturato che da un lato renda fiscalmente neutra la cessione per chi vende e, dall’altro, renda sostenibile e attrattivo l’acquisto per chi subentra – in particolare per i giovani imprenditori. Sono alcune delle proposte che emergono dalle analisi e su cui CNA è impegnata a lavorare in ogni livello da quello nazionale a quello locale con un’attenzione a tutte le tipologie di tributi e imposizioni”.























































