“È incredibile — e non in senso positivo — che oggi, a distanza di otto anni, si rilanci un progetto turistico ambizioso basandosi su un sondaggio reputazionale del 2017. Lo leggiamo oggi sui giornali: “Il Comune ci riprova”, e questa volta con un progetto biennale da 80 mila euro per promuovere le località balneari del nostro territorio. Lodevole nelle intenzioni, ottimo nei contenuti, persino condivisibile negli obiettivi: creare un’identità coordinata dei nove lidi, valorizzarne le peculiarità, promuovere eventi, servizi, accessibilità, cultura, sport e benessere. Tutto giusto. Ma su quali basi?

Su un’indagine fatta otto anni fa, quando il mondo era letteralmente un altro. Prima del Covid, prima delle nuove abitudini turistiche, prima delle mutate sensibilità ambientali, prima dell’esplosione del turismo di prossimità, prima del crollo del turismo russo, prima dei cambiamenti climatici evidenti anche sulle nostre coste, prima di mille altri fattori che hanno riscritto la mappa del turismo internazionale, nazionale e locale.

Usare oggi i dati di quel sondaggio, senza una nuova fotografia aggiornata del contesto, non è solo una leggerezza: è una follia operativa. Significa costruire una strategia con fondamenta che non esistono più, come se si volesse navigare con una mappa vecchia di un decennio ignorando che il paesaggio è cambiato radicalmente.

E non si tratta solo del tempo trascorso. La stagione appena conclusa ha parlato chiarissimo: i lidi hanno sofferto, e non basta dire “rilanciamo” se non sappiamo dove intervenire e come comunicare. Chi sono oggi i nostri turisti? Cosa cercano? Cosa apprezzano e cosa li allontana? Quanto incide la sostenibilità, quanto la digitalizzazione dei servizi, quanto la qualità percepita delle strutture e dell’accoglienza?

L’idea del progetto, lo ribadiamo, è buona. Peraltro, era già stata avanzata nel 2021 da Donati e nel 2025 da Grandi nei rispettivi programmi elettorali — anche se, come spesso accade, nessuno mai ne riconoscerà apertamente il merito. Bene che venga recepita ora e trasformata in un’azione concreta. Ma se davvero si vuole raggiungere l’obiettivo di attrarre un turismo diversificato, sostenibile e consapevole, allora serve una base solida e attuale, non l’archeologia dei dati.

Il Comune, prima di tutto, deve commissionare una nuova indagine reputazionale, anche utilizzando gli stessi preparati e professionali attori di allora ma con metodologie aggiornate, strumenti digitali di analisi, focus specifici post-pandemia, e un coinvolgimento reale di chi vive, lavora e investe sulla costa. Solo così potremo capire dove siamo e dove vogliamo andare. Perché oggi, progettare il futuro del turismo con dati del 2017, è come voler salpare con la bussola rotta: si parte, sì, ma la direzione è tutta da verificare.”

Nicola Grandi

Consigliere comunale di Fratelli d’Italia

Capogruppo