Il Coordinamento dei Comitati contrari al progetto di quadruplicamento della linea Bologna-Castel Bolognese tenta la strada di una nuova proposta alternativa al percorso intrapreso da RFI.

Con il supporto degli Ingegneri Luigi Francesco Montanari e Eugenio Milizia, con una storia a servizio delle ferrovie italiane, i comitati ribadiscono come un’alternativa al progetto di quadruplicamento non solo sia possibile, ma anche auspicabile: “Più economica, più sostenibile, meno invasiva, più veloce da realizzare e in linea con i nuovi parametri europei sulle infrastrutture”.

Secondo gli ingegneri, l’attuale progetto è improntato alla conservazione e non rappresenta un modello d’avanguardia. “Al contrario, con una spesa inferiore sarebbe possibile ottenere risultati migliori in termini di efficienza, impatto ambientale e sostenibilità economica e sociale”.

La proposta: deviare il traffico merci a Faenza, in direzione Granarolo-Lugo-Lavezzola-Ferrara-Poggio Rusco, per raggiungere il polo logistico di Altedo e successivamente i corridoi europei, con un polo logistico a Faenza e un terminal a Lugo. Per il traffico passeggeri, invece, realizzare un terzo binario in affiancamento alla linea Bologna-Castel Bolognese già esistente, con tecnologia ERTMS/ETCS per regolare i flussi, che potrebbe portare la capacità della linea, secondo i calcoli degli ingegneri, dagli attuali 170 treni al giorno a oltre 300 treni al giorno.

Il Coordinamento sottolinea che non si tratta più di un obbligo formale, ma di un dovere civico, etico e politico: “La Regione Emilia-Romagna e i Comuni interessati devono chiedere con forza a RFI di rivedere il progetto.Non si può accettare la distruzione del territorio e tonnellate di cemento – dichiarano i Comitati – quando tecnici competenti dimostrano che esiste un’alternativa più moderna e responsabile. Come cittadini non ci accontenteremo di nulla di meno.”