Fratelli d’Italia plaude all’iniziativa dell’amministrazione comunale di ripristinare l’ordinanza anti alcol in piazza Baracca.

“Un provvedimento sacrosanto, che avevamo formalmente richiesto con una mozione depositata il 3 luglio e sottoscritta da noi consiglieri comunali di Fratelli d’Italia” evidenziano Falco Caponegro e Patrizia Zaffagnini.

“Il nostro documento, presentato dopo segnalazioni di cittadini esasperati da rumori notturni, risse e vetri rotti, chiedeva il ripristino dell’ordinanza “antivetro” e altre misure urgenti per ripristinare decoro e sicurezza nella zona.
Tra queste, avevamo richiesto anche un potenziamento dei controlli negli esercizi commerciali che vendono alcolici a soggetti minorenni, perché senza controlli efficaci ogni ordinanza rischia di restare una misura inutile o aggirabile.”

“Siamo lieti che la Giunta, che fino a poche settimane fa negava l’esistenza di un problema sicurezza e lo relegava a mera “percezione”, abbia cambiato idea. Meglio tardi che mai. E se per farlo ha scelto la via più “furba” – emanare l’ordinanza prima della discussione in aula della nostra mozione, così da evitare di votare un atto firmato da Fratelli d’Italia – non possiamo che prenderne atto. Ma a noi interessa il risultato, non la passerella politica”.

Caponegro e Zaffaglini non risparmiano critiche al vicesindaco Fusignani: “Durante la discussione in Consiglio comunale, la nostra mozione – ormai svuotata nei suoi contenuti dall’ordinanza già emanata – avrebbe potuto essere l’occasione per un confronto serio e trasparente.
E invece, per l’ennesima volta, il vicesindaco Fusignani, con delega alla sicurezza, ha scelto il silenzio, rifiutandosi di prendere la parola, nonostante fosse direttamente chiamato in causa. Un atteggiamento inaccettabile, soprattutto da parte di chi dovrebbe assumersi pubblicamente le responsabilità delle proprie scelte. Vista l’assenza di confronto, i silenzi imbarazzanti del vicesindaco, e il fatto che la maggioranza aveva già dichiarato il voto contrario alla nostra mozione, abbiamo deciso di ritirarla. Non per rinunciare alla battaglia – che continueremo – ma per evitare che un atto serio e fondato venisse strumentalizzato o liquidato con un voto di comodo”.