Dopo gli eventi del maggio 2023, del settembre – dicembre 2024 e del marzo 2025, la messa in sicurezza del territorio è diventato un tema assolutamente urgente ed una necessità condivisa da parte della grandissima parte dei cittadini, molti dei quali vivono nel timore di ritrovarsi a vivere le situazioni subite a seguito degli eventi meteorici straordinari, coi quali anche il nostro territorio è costretto a confrontarsi.

“Parto da questa considerazione per rinnovare un appello che ho avuto più volte occasione di esprimere con lettere e nel corso di incontri pubblici” così il sindaco di Modigliana, Giancarlo Dardi, rinnova il proprio appello per la costruzione di una nuova infrastruttura sul Lamone.

Il territorio di Modigliana è stato fra quelli che più degli altri, ha subito danni devastanti in tutta la rete viaria. Tutte le strade provinciali, comunali e vicinali, hanno subito danni a seguito delle migliaia di frane che si sono abbattute nel territorio, con danni enormi alla rete viaria e a tutta la rete dei servizi pubblici: acquedotto, depurazione, rete fognaria, aste fluviali, linee elettriche, collegamenti internet, per ricostruire i quali si sono avviati molti interventi importanti, alcuni in corso di esecuzione ed altri che sono già stati affidati.

Per coordinare gli interventi ed evitare interferenze sulla rete viaria che nella fase di esecuzione avrà inevitabilmente delle ripercussioni sulla viabilità, per eseguire i lavori e per consentire l’accesso ai mezzi d’opera alle aree di cantiere, si è dovuto valutare l’impatto sulla viabilità provinciale per autorizzare trasporti eccezionali come lo è stato per l’intervento sul ponte di Cà Stronchino o per l’intervento sulla SP 20 nel tratto della riva della Pappona; confronto che non può limitarsi coi tecnici della Provincia di Forlì-Cesena, ma che deve avvenire necessariamente con la Provincia di Ravenna e col Comune di Faenza, perché il Ponte Rosso è la porta di accesso a tutta la vallata del Tramazzo, per raggiungere Modigliana e Tredozio.

E se non interveniamo per migliorare le condizioni di sicurezza e accessibilità del Ponte Rosso, rischiamo di rendere vani tutti gli altri interventi, perché non esiste una viabilità alternativa per raggiungere la via Emilia o l’autostrada, per muovere le merci o i mezzi d’opera”.

Per il sindaco Dardi è arrivato il momento di: “Affrontare con coraggio e responsabilità, il tema di un nuovo percorso dalla vallata del Tramazzo per raggiungere l’autostrada, senza dover per forza passare dal centro di Faenza; è un tema che riguarda anche gli stessi faentini e non solo chi proviene da Modigliana, Tredozio o da Brisighella.

Credo sia necessario, adesso che si parla di intervento di messa in sicurezza dell’abitato di Faenza, con la realizzazione di casse di espansione, prevedere un nuovo ponte di attraversamento del Lamone per chi proviene da Marzeno, Modigliana e Tredozio, non possiamo rimanere “appesi” al Ponte Rosso con tutti i problemi che si creano ad ogni piena e con quanto vissuto proprio in occasione degli eventi del maggio 2023, quando per diversi giorni il Ponte Rosso è stato chiuso al traffico.

Ho sollevato questo aspetto in più occasioni, in sedi pubbliche ed in incontri più informali, ma penso sia davvero arrivato il momento di porre ufficialmente e pubblicamente il problema di un nuovo ponte di attraversamento del Lamone per collegarci in sicurezza verso l’autostrada e l’asse della via Emilia”.

“È un tema che riguarda i cittadini che debbono potersi muovere verso i luoghi di lavoro e di studio, interessa le imprese, tutto il tessuto imprenditoriale insediato nelle aree collinari del Tramazzo, per fornire e consegnare le merci che qui vengono realizzate ed è un tema che deve riguardare i Comuni di Faenza, Brisighella, Modigliana e Tredozio, le Province di Ravenna e Forlì-Cesena oltre che la Regione ed il Governo, attraverso la delega al Commissario per la Ricostruzione.

Se vogliamo guardare alla messa in sicurezza del territorio, questa è una priorità di cui dobbiamo tutti tenere conto e che va affrontata ora con i piani speciali per la ricostruzione, per dare risposte giuste alla emergenza che abbiamo affrontato ed evitare di tenere isolata una intera vallata.

Mi auguro che attorno a questa esigenza possano ritrovarsi l’unità delle Amministrazioni pubbliche, oltre che dei rappresentanti delle associazioni di impresa, delle organizzazioni sindacali, di tutto il mondo della rappresentanza, tutti soggetti certamente interessati al tema dello sviluppo e messa in sicurezza del territorio”.