Ripristinare il litorale compreso tra Lido delle Nazioni e Pomposa, alla luce dell’eccezionale ondata di maltempo che ha interessato la costa ferrarese e ravennate il 22 novembre 2022.

A chiederlo è un’interrogazione della Lega a firma di Andrea Liverani (primo firmatario) e Davide Bergamini in cui si ricorda come “gli operatori turistici della zona segnalano gravi danni agli stabilimenti balneari, da Comacchio al Lido di Volano, per quanto riguarda il Ferrarese, con l’esondazione del Porto Canale, la cancellazione a Volano della “duna” di materiale sabbioso eretta a protezione dei bagni, con danni particolarmente gravi che si estenderebbero in maniera generalizzata da Porto Garibaldi, fino ai Lidi situati più a nord, a Goro e Gorino. Danni
che si sono registrati nelle abitazioni, nelle imprese del territorio, nelle pinete e alle imbarcazioni ormeggiate”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere “quale sia l’esatta stima dei danni riportati dal litorale, dagli stabilimenti balneari, alle strutture pubbliche e private della zona e quali urgenti misure la Regione intende attuare, per fronteggiare l’emergenza e sostenere cittadini e imprese che hanno subito danni nel corso del fortunale e delle mareggiate”.

La Lega vuole inoltre sapere dall’amministrazione regionale “se il progetto di ripascimento della Costa e di riqualificazione del litorale (in particolare il cosiddetto “Progettone 4”) subiranno rallentamenti e/o modifiche a seguito di questi eventi climatici, e se non si ritenga opportuno, alla luce dei recenti fatti descritti, adeguare il progetto di ripascimento prevedendo risorse aggiuntive, per porre rimedio alla distruzione verificatasi nel corso dell’eccezionale ondata di maltempo”.

Inoltre, il Carroccio ricorda come “diversi operatori della costa è emersa l’esigenza di organizzare il sistema di difesa costituito dai cordoni dunosi artificiali realizzati dai gestori degli stabilimenti balneari alla chiusura della stagione; tali barriere non costituiscono più solo una mera protezione degli stabilimenti balneari, ma sono una vera e propria difesa dei centri abitati delle località litoranee. In tal senso, si chiede se la
Regione possa farsi parte attiva per organizzare e/o gestire tali interventi e per dare una qualche forma di contribuzione”.