Ravenna in Comune ha nel proprio dna e soprattutto nel proprio programma la  scelta decisa di abbandonare gradualmente le fonti di energie fossili per passare ad un modello di sviluppo eco-sostenibile con lo studio e la realizzazione sul suolo ravennate ( e non solo sul suolo ) di progetti che sfruttino energie rinnovabili.

Come più volte abbiamo sottolineato la nostra linea è sempre stata basata sulla coerenza, altri non possono vantare tale condotta cristallina, seppur presenti in piazza a protestare “per il clima fuori dal fossile” hanno fatto di tutto per entrare coraggiosamente in una maggioranza supina all’Eni e allo sfruttamento delle risorse fossili.

Al netto della premessa quest’oggi siamo a parlare di una data, il 29 Marzo e di un comune in provincia di Torino, Quassolo.

A fine marzo, il 29 appunto, i dati diffusi dalla Eia ( l’agenzia federale statunitense che monitora la produzione di energia ) ha evidenziato come per la prima volta la produzione di energia da eolico ha superato quella ricavata da carbone e nucleare, 2017 megawatt ( il 19 % della produzione giornaliera ).

Stiamo parlando di una nazione intera, gli Stati Uniti, e non di un borgo o una cittadina di modeste dimensioni !

Questo dato dimostra ai detrattori e ai vari Mingozzi ravannati che se si vuole di può avviare in maniera proficua e incisiva una svolta verde all’energia, una riconversione auspichiamo avvenga in breve tempo anche da noi viene facile pensare al progetto dell’azienda ravennate Qint’x.

Dopo questa ventata di speranza parliamo di Quassolo.

La piccola enclave piemontese facente parte della città metropolitana di Torino, ci risulta particolarmente interessante per la centrale idroelettrica che verrà conclusa verso la fine del 2023 sulle rive della Dora Baltea.

L’impianto è di modeste dimensioni seppur conta di soddisfare il fabbisogno di 3000 famiglie evitando di immettere in atmosfera ben 3700 tonnellate di CO2.

Ma non è tanto l’impatto ne il progetto che vorremmo illustrare, quanto il modo su come è stato finanziato l’intero progetto.

Ebbene la centrale è nata con un cowdfonding energetico portato avanti da Edison tramite la sua piattaforma Edisoncrowd.I residenti delle province interessate hanno contribuito alla realizzazione del progetto con un importo compreso tra i 100 e i 5000 euro, ogni prestatore beneficerà di un tasso di interesse pari a 7 %, se residente e il 4 % annuo se non residente.

Come Ravenna in Comune riteniamo questo sistema quanto più trasparente, etico ed ecosostenibile possibile.

Riteniamo che una buona amministrazione debba andare alla ricerca di progetti green da proporre ai cittadini su piattaforme di crowdfounding, saranno poi gli stessi cittadini, decidendo di investire anche una quota minina, decidere se la realizzazione dell’opera sia condivisa e sostenibile.

In più, questo sistema ecofinanziario, permette agli stessi cittadini di remunerare la loro partecipazione.

Trasparenza, pubblicità, maggior partecipazioni sono tutte caratteristiche che la pubblica amministrazione ha posto come propri obiettivi ( il concetto di “casa di vetro” ).

Allo stesso tempo sono le parole d’ordine di Ravenna in Comune !

Invitiamo gli amministratori, sindaco in testa, a valutare insieme ai cittadini lo sviluppo futuro del territorio, per farlo bisogna uscire dalle segrete stanze e da segreti accorti che hanno come unico scopo quello di non rinnovarsi mai ma di rimanere ancorati al fossile e alla sottana di Eni

Chiediamo una amministrazione che faccia scegliere lo sviluppo opportuno ai propri cittadini e che li renda responsabili di una nuova era per una Ravenna slegata al gas e al fossile !