“Come Faenza eco-logica abbiamo presentato le osservazioni nei tempi stabiliti alla procedura di verifica di assoggettabilità a VIA postuma relativa al progetto “Lavori di Ridefinizione del Campo Cross – Monte Coralli” in Comune di Faenza (RA). https://serviziambiente.regione.emilia-romagna.it/viavasweb/ricerca/dettaglio/6712
Notiamo con una punta di rammarico che siamo gli unici ad aver presentato osservazioni, ci chiediamo perché altre associazioni ambientaliste come Legambiente, e in generale il Tavolo ambiente (dal quale siamo usciti per protesta) da tempo sollecitate sull’argomento, non si sono mai esposte. Ad ogni modo, noi siamo andati avanti. Nel sopralluogo che abbiamo fatto il 12 novembre, prima di scrivere le osservazioni, abbiamo addirittura scoperto enormi ammassi di gommapiuma in pessimo stato vicino al rio Pideura, dentro al boschetto, in una zona vincolata, all’interno dell’area gestita dal crossodromo. E’ una cosa gravissima, in quanto le microplastiche rilasciate dalla gommapiuma e dal rivestimento in plastica, a brandelli, si disperdono nell’ambiente e nelle acque.
Come si è giunti a questo?
Nelle osservazioni abbiamo ribadito la negligenza gravissima di tutti gli enti pubblici coinvolti nella mancanza dell’iter VIA. Andrea Dovizioso dovrebbe pagare una multa da 35mila euro ma la colpa non è solo sua, la responsabilità più grave è quella degli enti pubblici. Nonostante i nostri solleciti fin dal febbraio 2023, nonostante i nostri accessi agli atti per chiedere lo screening VIA, gli enti pubblici non ci hanno mai risposto, e in compenso hanno continuato a concedere permessi a costruire, emanare delibere, concedere deroghe per l’inquinamento rumoroso, spendere soldi pubblici, aggiustare frane, tagliare nastri. Il Comune di Faenza ha addirittura concesso deroga ai limiti e agli orari di emissione rumori, “in virtù del provvedimento n. 308/2024 rilasciato dal SUAP dell’Unione della Romagna Faentina” mentre l’impianto non era in regola con l’iter autorizzativo Via.
Nelle osservazioni, abbiamo puntualmente esposto le nostre preoccupazioni sugli impatti ambientali del crossodromo, riguardo alla biodiversità, al dissesto idrogeologico già in atto, alla viabilità di accesso, all’inquinamento atmosferico, luminoso e rumoroso, alle emissioni climalteranti, per nulla (o solo tra 40 anni) compensate dalle nuove piantagioni di alberi.
Di seguito pubblichiamo una sintesi delle nostre osservazioni, pubblicate nel sito della Regione.
1) Abbiamo contestato l’affermazione del proponente che il progetto sarebbe stato “migliorativo del paesaggio”. La realtà è che queste opere hanno causato notevole trasformazione del paesaggio rispetto al precedente campo da motocross. Tutta la zona motocross risulta infatti vincolata ai sensi del D.lgs 42/2004, per la presenza di boschetti (zone di margine) e corpi idrici (Rio Pideura che passa in mezzo). Con il rifacimento del tracciato è stato letteralmente cambiato il volto ad una collina, ex cava di sabbia, che si stava rinaturalizzando. Sono stati tagliati decine di grandi alberi, movimentati oltre 57 mila metri cubi di terra, scavati 7500 metri cubi di terra e posate fondazioni per 654 metri cubi (come riporta anche la relazione ambientale del progettista). Tutto questo movimento di terre sabbiose, sommato alle bombe d’acqua, ha provocato e provocherà frane e smottamenti. Nel settembre 2024 la pista è rovinosamente franata e le gare sono state annullate. Come già ricordato il Comune per ripristinare la frana ha dovuto pagare circa 200 mila euro.
2) Abbiamo rimarcato che anche la viabilità di accesso è soggetta a dissesto, le strade sono strette e tortuose e in parte già franate, un aumento del traffico non è sostenibile in queste strade a rischio di frane.
3) Impatto sulla biodiversità: nei boschetti limitrofi c’è una ricca biodiversità e sarà inevitabilmente disturbata dalle attività del crossodromo, che si addentrano anche nel bosco. Abbiamo infatti documentato che le piste per gare enduro o bicicross si addentrano nei boschetti, fino alla riva del rio Pideura, dove sono state predisposti enormi parallelepipedi di gommapiuma ricoperti da plastica, molti di questi sono in pessimo stato, accatastati a mò di discarica, e tendono a rompersi e rilasciare plastica nel rio e nell’ambiente.
4) Abbiamo fatto notare che 150 metri per i potenziali recettori di inquinamento rumoroso non sono per nulla significativi, visto che in aperta campagna e in zona silenziosa come quella dei Monti Coralli il rumore dei motori a tutta accelerazione si propaga ben oltre i 150 metri. Abbiamo dimostrato la falsità della dichiarazione che “le gare non si svolgono mai in notturna”, in realtà le gare si svolgono anche in notturna, già fatte ad agosto 2025: https://04park.it/it/2025/08/supertrofeo-sgr-04-park-by-night/.
5) Abbiamo dimostrato che l’ampliamento di questo crossodromo ha comportato il consumo di suolo (nuovi box, paddock e strutture ricettive) e ci sono impatti non conteggiati, come la nuova viabilità di accesso che il Comune ha intenzione di realizzare.
6) Abbiamo contestato la pretesa compensazione delle emissioni di CO2 (67 tonnellate di CO2) e di polveri sottili (700,71 g/h Pm10) con la piantagione di alberi giovani, visto che gli alberi solo “a maturità” compensano le tonnellate emesse. Gli alberi piantati avranno al massimo 10 anni, e raggiungeranno la loro maturità tra 40 anni. E nel frattempo? La compensazione deve essere immediata, non futura. Le piantumazioni previste dal progetto non consentono in alcun modo di compensare interamente le emissioni di CO2 e polveri sottili attese dall’esercizio del polo sportivo, ed è quindi sbagliata la conclusione “Non si rilevano quindi impatti significativi in termini di emissioni di gas climalteranti”.
7) Abbiamo evidenziato il dispendio di acqua, vista la necessità di irrigare con frequenza il campo, insostenibile in situazioni di siccità.
8) Infine abbiamo fatto notare che ci sarà un evidente aumento di inquinamento del suolo causato dalla perdita di benzina e olio esausto, visto l’aumento del numero delle gare e quindi dei motori rispetto al passato esercizio. Il tutto in un terreno estremamente permeabile (sabbia), col rischio di inquinamento falde. Peraltro abbiamo fotografato mezzi di raccolta di oli esausti a nostro avviso insufficienti e poco sicuri, con grate aperte dove può piovere e quindi strabordare, tenute direttamente nel terreno.
In conclusione crediamo che sia doveroso e indispensabile procedere a VIA benché con spaventoso e vergognoso ritardo. “


























































