“È appena iniziato il nuovo anno e oggi le scuole avrebbero dovuto riaprire dopo la lunga pausa natalizia, ma così non è stato per Ravenna, nonostante splenda il sole e la pioggia di ieri sera abbia sciolto quasi completamente la neve, come previsto.
In coordinamento con gli altri Comuni della provincia, infatti, è stata decisa per mercoledì 7 gennaio la chiusura delle scuole superiori e degli enti di formazione e istruzione professionale. Una decisione motivata dall’esigenza di ridurre il traffico”.
Contrari a questa decisione sono invece Ravenna per la Scuola – Persone contro la Dad e Vivi Ravenna Verde.
“Continua così la prassi, ormai consolidata, di considerare gli studenti delle scuole superiori — e spesso solo loro — come “sacrificabili” perché possono restare a casa da soli mentre i genitori vanno al lavoro. I più superficiali diranno che si tratta solo di un giorno, ma è un giorno che si aggiunge ai tanti, troppi, già persi e a quelli che inevitabilmente verranno.
Sono infatti quasi sempre le scuole superiori a chiudere per i motivi più disparati, dal Covid in poi: allerte meteo, una nevicata, il passaggio del Giro d’Italia e altri eventi. Oggi, guarda caso, a Ravenna transita la fiamma olimpica, e sorge il dubbio che anche questo evento possa aver influito sulla decisione, dato che la motivazione ufficiale è quella di evitare la congestione del traffico.
Sembra che nessuno abbia imparato nulla dagli errori del passato”.
Le dure realtà citano gli studi condotti dopo la chiusura forzata delle scuole durante la pandemia: “Tra i molti contributi scientifici, lo studio internazionale EuCare Schools ha analizzato migliaia di studenti in diversi Paesi, tra cui l’Italia, per comprendere le conseguenze delle chiusure scolastiche, della didattica a distanza e delle altre misure adottate durante la pandemia da Covid-19”.
“Lo studio dimostra che dobbiamo e possiamo tutelare la scuola anche durante un’emergenza, garantendo il diritto all’istruzione in sicurezza e il rispetto del diritto dei minori affinché le azioni che li coinvolgono siano sempre nel loro interesse”, sottolinea Francesca Incardona, coordinatrice di EuCare.
“La dott.ssa Sara Gandini ha inoltre evidenziato come dallo studio si evinca complessivamente un aumento dei sentimenti di tristezza e rabbia legati alla DAD, al distanziamento, all’uso delle mascherine. Tra gli studenti delle superiori è emerso un disagio psichico con livelli di anormalità piuttosto elevati, oltre il 10%. Questo disagio aumenta con l’età e varia in base a specifiche realtà: oltre alle differenze tra Paesi, incidono fattori come la durata della didattica a distanza e il livello socioeconomico e culturale delle famiglie”.
Per Ravenna per la Scuola – Persone contro la Dad e Vivi Ravenna Verde quindi: “La chiusura della scuola non è dunque mai giustificabile, e le Istituzioni — così come la nostra Amministrazione — dovrebbero fare tutto il possibile per tutelare gli studenti e garantire il loro diritto allo studio, senza sacrificarlo continuamente, addirittura a discapito del traffico cittadino”.
“Forse queste decisioni, prese ripetutamente e in misura maggiore nel Comune di Ravenna, hanno il fine implicito di coprire le mancanze dell’Amministrazione locale, da anni incapace di gestire con efficienza un traffico cittadino perennemente congestionato a causa della pessima viabilità, dei continui lavori, delle rotonde, dei semafori, della chiusura periodica del ponte mobile e delle numerose altre interruzioni, nonché di una gestione scellerata del territorio che vede ogni anno Ravenna ai primi posti per la cementificazione.
Gli adulti non hanno il diritto di sacrificare gli adolescenti, che meritano rispetto e, soprattutto, un trattamento equo e analogo a quello riservato agli altri studenti e agli adulti nella tutela dei propri interessi, primo fra tutti quello di poter andare a scuola”.



























































