L’incontro di ieri in Regione con il ministro Cingolani ha prodotto un primo risultato che apprezziamo, afferma per il PRI di Ravenna Giannantonio Mingozzi, ma siamo ancora lontani da una vera svolta che modifichi il Piano per la Transizione Energetica Sostenibile ed autorizzi la ripresa delle estrazioni e nuove concessioni per i pozzi in Adriatico. Il rigassificatore al largo di Ravenna su mezzo navale sarà strategico per aiutare una maggiore autonomia energetica del Paese e minori costi a famiglie e imprese; ci fa piacere la collaborazione tra Governo, Regione, Comune e Autorità portuale insieme a Saipem e Snam per la distribuzione, ma come ravennati siamo orgogliosi che anche il Gruppo PIR sia partecipe del progetto affinchè entro 12 mesi sia pronta l’unità di stoccaggio e rigassificazione attrezzata per ricevere navi GNL.
Ora, continua Mingozzi, dobbiamo impegnarci per modificare il Pitesai (come richiesto dal sindaco nell’incontro in Regione) e ampliare le aree di ricerca e di estrazione in Adriatico e consentire così la piena attività delle nostre imprese dell’Oil&Gas oggi legate da normative impossibili ed avversioni incomprensibili. Il distretto ravennate si qualifica anche per il progetto Agnes al quale sono destinate risorse del Pnrr su eolico e fotovoltaico e siamo convinti che presto andrà a regime anche la produzione di idrogeno verde; sindaco, vicesindaco, giunta e consiglio hanno il sostegno dell’Edera, conclude Mingozzi, sicuri che l’arrivo del rigassificatore non rimarrà l’unico risultato di anni di richieste e manifestazioni per Ravenna Città dell’Energia.