Nella giornata di venerdì 31 ottobre, il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO, dalla sua sede di Parigi (da verificare), ha ufficialmente reso noto che la Città di Faenza, a seguito della candidatura presentata lo scorso febbraio e supportata dal relativo dossier di candidatura, Città Creativa UNESCO per l’Artigianato e le Arti Popolari.
Con questo riconoscimento, Faenza entra ufficialmente nella rete mondiale delle Città Creative UNESCO, al fianco di altre realtà italiane già riconosciute nei diversi ambiti disciplinari. In particolare, per l’ambito dell’Artigianato e delle Arti Popolari, le altre città italiane insignite sono Fabriano, Carrara, Biella (dal 2019) e Como.
La rete include anche: Bologna (Musica), Torino (Design), Roma (Cinema), Parma e Bergamo (Gastronomia), Milano (Letteratura), Pesaro (Musica), Alba (Gastronomia), Modena (Media Arts) e Bolzano (Musica), così come, a livello internazionale, e per la comune identità ceramica, tale riconoscimento è stato assegnato a diverse città tra le quali Limoges (Francia), Manises (Spagna), Jingdezhen (Cina) e Icheon (Corea del Sud), per citarne alcune.
L’ingresso di Faenza nella rete UNESCO conferma la centralità della sua identità ceramica, espressione di un sapere diffuso che continua a evolversi attraverso la ricerca, la formazione e le nuove generazioni di artisti e artigiani. La città si afferma così come punto di riferimento internazionale per la valorizzazione del patrimonio immateriale, per la promozione della cultura materiale e per la costruzione di nuove forme di collaborazione tra territori, istituzioni e comunità creative.
“Questa nomina -spiega il sindaco Massimo Isola- ci riempie di orgoglio e di responsabilità perché riconosce nella ceramica non solo una tradizione, ma una forma viva di cultura e di innovazione, rappresentando, al tempo stesso, un riconoscimento straordinario per Faenza e per tutta la Romagna. Il risultato premia l’intera città e testimonia la resilienza e la forza di un’intera comunità che ha saputo non solo preservare il suo patrimonio, ma anche rinnovarlo, superando momenti di grande difficoltà. Pensiamo al periodo dell’emergenza sanitaria dettata dal Covid, che ha imposto cambi di calendario e sfide senza precedenti per le manifestazioni internazionali come Argillà Italia. Questa difficoltà però non ci ha fermato: la Città è stata spronata a creare un percorso alternativo e nuovo, il format “Made in Italy”, una mostra mercato interamente dedicata alla ceramica italiana. Questo evento, nato come risposta all’emergenza, è oggi un appuntamento consolidato e di successo, che valorizza l’eccellenza nazionale. La nomina di Faenza a Città Creativa Unesco, inoltre, riconosce la nostra capacità di reazione a catastrofi naturali come le alluvioni che, nel maggio 2023 e settembre 2024, hanno messo in ginocchio migliaia di faentini, inclusi artigiani e ceramisti. Grandi e piccole botteghe hanno visto laboratori e produzioni spazzati via, ma la loro capacità di rialzarsi ha permesso di non fermare l’identità creativa di Faenza e di ripartire con maggiore forza e coraggio. La ceramica è il nostro linguaggio identitario, ma anche la chiave con la quale vogliamo interpretare il futuro, investendo sulla creatività come risorsa per la crescita economica e sociale della città. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato: il team di lavoro, la rete dell’artigianato ceramico, i musei, le scuole, le associazioni culturali e i tanti cittadini che, con il loro impegno, hanno contribuito a costruire la candidatura: questo riconoscimento non è un punto di arrivo, ma rappresenta un impegno a proseguire sulla strada dell’innovazione culturale e della cooperazione internazionale”.
Il Comune di Faenza, insieme ai partner istituzionali e culturali del progetto, presenterà nelle prossime settimane il piano operativo che definirà le linee di azione della Città Creativa UNESCO, incentrate su formazione, internazionalizzazione, rigenerazione urbana e sostegno alle imprese culturali e creative.
Con questo riconoscimento, Faenza si afferma come capitale italiana della ceramica e dell’artigianato artistico, custode di una tradizione viva e laboratorio di un futuro in cui la cultura e la creatività diventano strumenti di progresso, coesione e sviluppo sostenibile.


























































