“Che l’intero sistema sanitario pubblico sia in forte sofferenza è ormai un dato di fatto. Da Nord a Sud del Paese è in atto da anni un declino che non accenna ad arrestarsi, frutto di scelte politiche nazionali caratterizzate da tagli ripetuti che hanno progressivamente depauperato il settore, colpendo direttamente operatrici, operatori e professionisti impegnati quotidianamente nel garantire un servizio essenziale alle comunità locali” Luca Lanzillotti, segretario generale UILFPL di Ravenna torna ad affrontare la crisi in sanità dettata dalle carenze d’organico.
“Il calo delle iscrizioni ai concorsi dimostra chiaramente come il lavoro in sanità non sia più attrattivo. A questo si aggiunge la diminuzione delle iscrizioni alle facoltà universitarie delle professioni sanitarie e l’aumento delle dimissioni volontarie di personale che sceglie di abbandonare il servizio pubblico. Senza dimenticare il crescente e inaccettabile fenomeno delle aggressioni fisiche e verbali ai danni degli operatori sanitari.
Il quadro complessivo è il risultato di politiche che non hanno reso attrattivo il settore, come dimostrano i rinnovi contrattuali che non garantiscono né un reale recupero economico né prospettive di sviluppo professionale e miglioramento della qualità del lavoro”.
Per queste ragioni, la UILFPL ha deciso di non sottoscrivere il rinnovo del CCNL Sanità Pubblica 2022-2024, che prevede aumenti medi di circa 50 euro lordi mensili, pari a un recupero del potere d’acquisto del solo 5,8% a fronte di un’inflazione che negli ultimi anni ha superato il 16%.
“Non è certo con contratti di questo tipo che si possono risolvere problemi ormai strutturali del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, seppur siano diverse le responsabilità riconducibili a scelte nazionali, non possono essere ignorate le criticità derivanti da decisioni locali che non producono alcun miglioramento in termini di organizzazione del lavoro, equa distribuzione dei carichi e reale esigibilità dei diritti contrattuali.”
La UILFPL di Ravenna chiede da tempo un cambio di passo nella gestione e nell’organizzazione del lavoro, soprattutto sul fronte del reclutamento: “Oggi, soprattutto negli Ospedali della Provincia di Ravenna, assistiamo a una gestione che sembra affidata al “giorno per giorno” e che genera profondo malessere tra le lavoratrici e i lavoratori: turni irregolari, riposi non equilibrati e insufficienti a garantire un adeguato recupero psicofisico; difficoltà nell’accesso a ferie e permessi; la costante incertezza di essere richiamati in servizio per coprire assenze improvvise, spesso conseguenza diretta di un contesto lavorativo sempre più stressante e insostenibile.
Questa situazione non può essere considerata normale né tantomeno sostenibile. È legittimo pertanto chiedere soluzioni ai problemi esistenti e risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori del settore nella ormai diffusa consapevolezza che le dotazioni organiche, così come sono oggi strutturate, non sono in grado di reggere”.




























































