Parte lunedì prossimo, 28 ottobre, la campagna di vaccinazione contro l’influenza. Principali destinatari dell’offerta del vaccino antinfluenzale sono i gruppi di popolazione più a rischio di complicanze, in particolare gli anziani di età pari o superiore a 65 anni, le persone di tutte le età affette da patologie croniche debilitanti e le donne gravide in qualsiasi periodo della gravidanza. Durante la gravidanza infatti il sistema immunitario è naturalmente indebolito per accogliere al meglio il bambino e portare a termine la gravidanza, e questo rende le donne più vulnerabili ad alcune infezioni. Una donna incinta che si ammala di influenza è più a rischio di manifestare forme gravi di malattia.

Particolarmente importante è, inoltre, la vaccinazione degli operatori sanitari, in quanto è necessario che il personale addetto all’assistenza sia immune per evitare di trasmettere l’infezione ai pazienti e assicurare la presenza in servizio durante il periodo epidemico.

 

La vaccinazione viene raccomandata anche per categorie di soggetti che, pur non facenti parte di gruppi a rischio, sono comunque strategici per il Paese in quanto addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo:

forze dell’ordine e protezione civile (compresi i Vigili del Fuoco e la Polizia Municipale)

-donatori di sangue

-personale degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e dell’obbligo

-personale dei trasporti pubblici, delle poste e delle comunicazioni, volontari dei servizi sanitari di emergenza e dipendenti della pubblica amministrazione che svolgono servizi essenziali.

Il vaccino antinfluenzale viene offerto, infine, anche alle persone che per motivi di lavoro sono a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, veterinari, trasportatori di animali, macellatori).

 

Anche quest’anno, per la popolazione adulta, la vaccinazione sarà affidata ai Medici di famiglia a cui ci si deve rivolgere per ogni informazione e per concordare le modalità di effettuazione. I bambini affetti da patologie croniche predisponenti le complicanze, verranno invitati alla vaccinazione dal Servizio Pediatria di Comunità su segnalazione del proprio pediatra. Le donne in gravidanza possono ottenere la vaccinazione, oltre che dal proprio medico di Medicina Generale, anche presso gli ambulatori di Igiene Pubblica.

 

L’influenza costituisce un rilevante problema di sanità pubblica a causa della sua contagiosità, delle possibili gravi complicanze e della variabilità dei virus influenzali. La prevenzione dell’influenza si basa principalmente sulla vaccinazione, oltre che su misure di igiene e protezione individuale: lavarsi bene e frequentemente le mani, coprirsi naso e bocca ogni volta che si tossisce e starnutisce, usare fazzoletti monouso e gettarli dopo l’utilizzo, limitare i contatti con altre persone in caso di influenza.

 La vaccinazione è in grado di ridurre significativamente le complicanze, l’ospedalizzazione e l’eccesso di mortalità nei soggetti maggiormente a rischio.

 

Il vaccino antinfluenzale è sicuro, di provata efficacia e generalmente ben tollerato.

Gli effetti collaterali più comuni, anche se non frequenti, possono consistere in dolore di solito di lieve entità e/o arrossamento nel punto di iniezione. In rare occasioni possono manifestarsi leggero malessere generale, febbricola, dolori muscolari, nevralgie, di breve durata. I vaccini in uso non contengono mercurio o suoi derivati ed essendo costituiti da particelle virali frammentate e purificate non possono essere responsabili di trasmettere la malattia influenzale.

Per le categorie a rischio la somministrazione del vaccino è gratuita. Una sola dose di vaccino è sufficiente per i soggetti di tutte le età, con esclusione dei bambini mai vaccinati in precedenza, ai quali vengono raccomandate due dosi a distanza di quattro settimane.

 

L’Ausl Romagna ha già acquistato 220.000 dosi di vaccino corrispondenti a 25.000 dosi in più di quelle che risultano acquistate al termine della campagna 2018/19 (+13%).

Nella stagione scorsa in Romagna i vaccinati hanno raggiunto quota 184.939 con un aumento del 5% rispetto all’anno precedente (175.813 le persone vaccinate nel 2017).

Per quanto riguarda in particolare la popolazione ultrasessantacinquenne, il tasso di copertura vaccinale nel territorio romagnolo registrato l’anno scorso è leggermente aumentato (51,7% contro il 50,6% dell’anno precedente), anche se il risultato è ancora molto lontano dal valore del 75% considerato accettabile.

Significativo l’incremento registrato tra gli operatori sanitari: 3.985 le persone che hanno optato per il vaccino lo scorso anno, rispetto alle 3.151 del 2017-2018, passando quindi dal 25,7% al 32,8%.

Nella scorsa stagione  si è osservato un  trend in netta crescita anche per le donne in gravidanza il cui numero è quasi raddoppiato passando dalle 462 nel 2017/18 alle 856 dell’anno scorso.

 

 

Cesena

Forlì

Ravenna

Rimini

 Romagna

Dosi acquistate

40.000

40.000

80.000

60.000

220.000

Copertura vaccinale ultrasessantcinquenni (nel 2018)

52,7%

54,2%

46,8

51,7%

N° operatori sanitari vaccinati (nel 2018)

 792

913

1.222

1.058

3.985 (32,2%)

N°donne gravide vaccinate (nel 2018)

286

196

292

77

856

Dei 172 casi gravi verificatisi nella nostra regione, 37 hanno riguardato cittadini romagnoli e hanno comportato 16 decessi.

 

Obiettivo di questa campagna è quindi di migliorare ulteriormente l’offerta attiva della vaccinazione nei confronti delle persone che più possono trarne beneficio, in particolare le persone affette da patologie croniche di qualunque età.

L’Azienda USL sta inviando ai cittadini appartenenti alle categorie a rischio (con più di 65 anni o affetti da patologie croniche) un SMS per ricordare loro l’importanza della vaccinazione e invitarli a sfruttare questa opportunità rivolgendosi al proprio medico di famiglia.

Per quanto riguarda invece il vaccino anti-pneumococco sono in corso di spedizione le lettere indirizzate a tutti i cittadini nati nel 1954 con invito a recarsi per la vaccinazione presso gli ambulatori dai medici di famiglia.