“A seguito dell’interrogazione presentata lo scorso mese di luglio in merito alla gestione della piscina comunale – con particolare riferimento al mancato rispetto degli orari estivi e invernali, delle prescrizioni contrattuali alla mancanza del servizio bar, e alla sicurezza degli utenti – l’Amministrazione ha fornito risposta soltanto il 29 settembre, dopo ripetuti solleciti e quasi tre mesi di silenzio.
Una tempistica che, se di per sé appare inaccettabile per un tema che tocca da vicino la vita quotidiana dei cittadini e la tutela di un bene pubblico di rilievo sociale e sportivo, solleva non poche perplessità rispetto al merito della stessa ed ai motivi di tale imbarazzante ritardo.
Nel merito appunto, le risposte ricevute sono risultate vaghe, elusive e gravemente insufficienti, spesso minimizzando disservizi evidenti o scaricando le responsabilità sul gestore, senza che sullo stesso siano stati eseguiti controlli efficaci o azioni concrete da parte degli uffici comunali preposti.
Ecco i punti critici non possono essere ignorati:
- Chiusura anticipata delle vasche: di fronte a un cartello ben visibile appeso all’ingresso che anticipa di 15 minuti l’orario di chiusura l’Amministrazione, anziché ammettere la violazione contrattuale, afferma che “gli utenti possono uscire con calma” e che “l’impianto resta aperto anche oltre l’orario”. Una giustificazione che ignora il principio fondamentale di certezza e rispetto degli impegni contrattualmente stabiliti. La questione è più di forma che di sostanza ma investe questioni di principio ineluttabili: i cittadini pagano un servizio, non un’interpretazione discrezionale degli orari anche se solo di 15 minuti!
- Assenza del servizio bar: viene candidamente dichiarato che il gestore “non ha trovato nessuno disponibile a gestirlo” e si è optato per l’installazione di un distributore automatico. Un servizio obbligatorio da capitolato, sostituito con soluzioni improvvisate e non accessibili ai disabili, viene derubricato a problema secondario: una soluzione e una risposta di nuovo inaccettabili e che farebbero inorridire qualsiasi gestore privato di un qualsiasi impianto.
- Chiusura domenicale anticipata: si ammette che la piscina chiude alle 13:30 invece che alle 19:00, appellandosi a una generica “flessibilità” prevista dal capitolato, ancorchè oggetto di delibera che però ha più il sapore di un accordo interno che avrebbe recepito le norme sul risparmio energetico e che in ogni caso anche se formalizza la questione, comunque, “elude” un obbligo.
- Sicurezza dei bagnanti durante i lavori di giugno l’Amministrazione conferma che un mezzo operativo ha circolato a pochi metri dai bagnanti (e ci mancherebbe, la questione è finita sui social diventando una vera e propria favola…) , ma si limita a parlare di “un semplice richiamo al gestore”. Nessun provvedimento, nessuna relazione ufficiale, nessuna reale tutela per l’incolumità degli utenti ma soprattutto nessuna garanzia che la cosa non abbia a ripetersi durante i lunghi lavori di realizzazione del nuovo impianto.
- Prescrizioni contrattuali ignorate per anni: ma ecco la questione più grave, solo ora e solo dopo ‘interrogazione si apprende che la documentazione assicurativa RCT-RCO – obbligatoria – è stata sollecitata per tre volte prima di essere finalmente prodotta ad aprile 2025. Un fatto grave che dimostra la totale mancanza di controllo da parte del Comune. La piscina comunale è dunque rimasta priva di copertura assicurativa per 14 mesi ovvero dal dicembre del 2023 all’aprile del 2025? Ma cosa sarebbe accaduto se un utente si fosse fatto male, chi ne avrebbe risposto? Come è possibile che di fronte ad uno scandalo simile non sia stato preso nessun provvedimento serio?
Di fronte a tutto questo, l’Amministrazione tace o giustifica, per cui viene da chiedersi se sia questo il rispetto dovuto ai cittadini che pagano regolarmente per usufruire della piscina comunale, ed in quanti e quali altri contratti che il comune abbia in corso il livello di (non) controllo sia quasi totalmente assente come in questo.
Appare peraltro accettabile che un gestore possa violare ripetutamente e impunemente i termini contrattuali senza alcuna conseguenza e viene da chiedersi quale sia il senso di un contratto d’appalto se poi viene disatteso sistematicamente.
Non possiamo accettare che un servizio pubblico venga gestito con tale superficialità e senza una seria assunzione di responsabilità da parte di chi è chiamato a vigilare per questo motivo chiediamo con forza l’immediata verifica del rispetto integrale del capitolato d’appalto e l’applicazione delle sanzioni previste per le inadempienze contrattuali auspicando fin d’ora un serio piano di ripristino dei servizi mancanti, a partire dal servizio bar e dagli orari completi di apertura, tutto ciò soprattutto in previsione dell’apertura del nuovo impianto e della conseguente “nuova” gestione.
I cittadini meritano risposte vere, non giustificazioni, servizi pubblici di qualità, non gestioni approssimative e meritano un’Amministrazione presente e responsabile che vigili attraverso i suoi dirigenti, non silenziosa e complice.
Noi di Fratelli d’Italia anche su questo non abbasseremo la guardia.”
Nicola Grandi
Consigliere comunale di Fratelli d’Italia, capogruppo

























































