Avvio prudente per i saldi invernali nei negozi della Bassa Romagna. È il quadro che emerge dal monitoraggio condotto da Confcommercio Lugo tra le attività commerciali del territorio, che restituisce un andamento dei consumi ancora selettivo, ma con segnali di tenuta legati alla ricerca di qualità e convenienza da parte dei clienti.
Secondo i dati raccolti, lo scontrino medio si colloca prevalentemente tra i 30 e gli 80 euro, con una quota significativa di acquisti che raggiunge anche la fascia 80–120 euro. Le vendite riguardano soprattutto beni necessari o articoli di marca e di fascia medio-alta, confermando un orientamento dei consumatori verso acquisti mirati e ponderati.
Più complesso il confronto con il periodo precedente l’avvio dei saldi: per molte imprese le vendite risultano in calo o in forte calo, un trend che si inserisce in un contesto già segnato da difficoltà negli ultimi anni. Anche le prospettive per la parte finale dei saldi restano improntate alla cautela, con una prevalenza di valutazioni orientate alla stabilità.
«I dati che emergono – commenta Luca Massaccesi – si inseriscono in una fase complessa che il commercio sta affrontando ormai da più annualità. Dopo un 2023 e un 2024 difficili, anche il 2025 non ha registrato l’inversione di tendenza auspicata, e questo inevitabilmente condiziona l’avvio dei saldi 2026».
Nonostante il quadro generale, Massaccesi sottolinea come i saldi restino un appuntamento centrale per il commercio di prossimità. «Il consumatore entra in negozio con maggiore attenzione, privilegia acquisti mirati e cerca qualità, servizio e consulenza: elementi che i negozi fisici sono in grado di offrire».
Per sostenere concretamente il settore, secondo Confcommercio, sono però necessari interventi strutturali, a partire dal tema delle locazioni commerciali e da misure fiscali che incentivino gli acquisti nei negozi fisici, oltre a una maggiore equità normativa tra commercio tradizionale e commercio online.
«A livello locale – conclude Massaccesi – resta fondamentale il confronto con le Amministrazioni comunali, affinché vengano adottate politiche capaci di sostenere l’accessibilità, la vitalità dei centri urbani e il ruolo economico e sociale del commercio di vicinato».


























































