“Bene sul Ravennate l’azione congiunta di Polizia provinciale, Provincia, Atc e Coldiretti al fine di attivare il piano di contenimento del colombaccio con l’obiettivo di tutelare le coltivazioni agricole, sempre più messe a rischio dal crescente numero di danni provocati da tale specie, soprattutto nel periodo primaverile.
“Dopo il via libera regionale al piano di controllo, approvato a novembre 2024 – spiega Assuero Zampini, Direttore di Coldiretti Ravenna – il confronto positivo con Provincia e Polizia provinciale, nonché la collaborazione degli Atc, che ringraziamo per aver ben compreso i problemi che tale specie causano alle imprese agricole, siamo giunti rapidamente alla definizione del regolamento per l’attivazione del piano di controllo”.
Il numero crescente dei colombacci, sottolinea Coldiretti, rappresenta un serio problema per gli agricoltori del nostro territorio, poiché la specie è in grado di esercitare una forte pressione su alcune coltivazioni agrarie (principalmente colture oleaginose e leguminose a semina primaverile e cereali autunno-vernini) durante le fasi di semina, emergenza e maturazione, compromettendo significativamente la resa produttiva delle colture.
Il numero in costante aumento nonostante in regione sia stato consentito da diversi anni il prelievo anche in preapertura, comporta un impatto significativo su numerose aziende agricole, che si vedono di conseguenza costrette a sostenere costi aggiuntivi per il ripristino delle semine e per l’adozione di misure di protezione.
“Molto positivo, dunque – sottolinea il Direttore Zampini – che la proposta di regolamento operativo sia giunta in tempi brevi da parte degli enti preposti e altrettanto positivo, aggiunge, è il fatto che sia sia arrivati rapidamente ad una sintesi condivisa che ci ha consentito di attivare il piano di contenimento prima delle semine”.
Non si tratta, precisa Coldiretti, di un intervento indiscriminato, ma di un’azione mirata di controllo faunistico coordinata dalle polizie provinciali con l’ausilio di cacciatori e agricoltori abilitati,
prevista dalla normativa vigente, finalizzata a ridurre il sovrappopolamento e a tutelare il comparto agricolo nei luoghi dove si registrano maggiori danni. La proliferazione incontrollata dei colombacci sta infatti generando anche squilibri negli ecosistemi agricoli e ambientali, con ripercussioni negative sia sulla biodiversità che sulla sostenibilità delle produzioni locali interessate. Questo piano, conclude il Direttore Zampini, rappresenta, dunque, uno strumento efficace per difendere le colture delle imprese agricole, da danni ormai non più sostenibili e, al contempo, per tutelare la biodiversità locale”.























































