Nelle giornate a partire dal 2 gennaio 2025 sono state recapitate a diverse famiglie faentine, presumibilmente diverse centinaia, avvisi di accertamento esecutivo per omesso/parziale pagamento della tassa rifiuti TARI 2020/2021.
Analoga sorte aveva colpito altrettante numerose famiglie dei comuni dell’Unione della Romagna Faentina nei giorni immediatamente precedenti la fine del 2024.

“Gli avvisi di accertamento notificati, a firma dei competenti uffici dell’Unione, reclamano oltre all’importo della tassa anche gli interessi legali per ritardato versamento, le spese di notifica e l’addizzionale provinciale” spiega Stefano Bertozzi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale.

“La numerosità degli avvisi inviati nasconde un evidente problema legato al mancato recapito nel 2021 delle relative bollette TARI, mancato recapito figlio di non ben chiare ragioni ma verosimilmente conseguenza del cambio di soggetto incaricato della riscossione.
Se poi consideriamo che nella maggior parte dei casi la descrizione del tributo pseudo-evaso appare del tutto riassuntiva senza evidenza dei criteri alla base del calcolo, il contribuente – non avendo ricevuto la bolletta originaria – non è nemmeno in grado di verificare la congruità della cifra richiesta” critica Bertozzi, secondo il quale appare “Evidente pertanto come ci si trovi in presenza di una grave inefficienza amministrativa che ha un forte impatto sulle famiglie faentine e conseguenze dirette ed indirette sui bilanci dell’ente locale.
Su una bolletta TARI da 150 € ad esempio, l’incidenza di 8 € di notifica e circa 1 € di interessi legali è pari a circa il 6%, e questo 6% dovrà accollarselo l’incolpevole cittadino”.

“La mancata riscossione della TARI nell’esercizio di competenza ha avuto impatti sulla cassa dell’Ente, ed ha verosimilmente contribuito ad alimentare la percentuale di accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità che già tanto appesantisce il bilancio del comune, a meno che la mancata bollettazione non sia avvenuta anche in assenza di contabilizzazione del credito e questo sarebbe doppiamente grave, ad oggi questa informazione non mi è nota”.

Bertozzi ha quindi presentato un’interrogazione in consiglio comunale a Faenza: “L’amministrazione ci deve dire come è stato possibile che sia accaduta una cosa del genere, quali sono le dimensioni del fenomeno (da notizie informali si presume l’invio di diverse migliaia di avvisi) e quale è stato l’impatto complessivo sulle tasche dei faentini.
Se dovessero emergere errori, negligenze o anche solo inefficienze, l’Amministrazione dovrà farsi carico del danno arrecato e rifondere alle famiglie i maggiori oneri addebitati, fossero anche solo pochi €, perché è inaccettabile che un contribuente si trovi a pagare per errori di altri.
Se il problema fosse tecnico, legato in qualche modo al passaggio del metodo di tariffazione, sarebbe inaccettabile che l’Amministrazione non lo abbia comunicato bonariamente, consentendo agli utenti di regolarizzare senza spese la propria posizione.
Questi numeri poi andranno ad incrementare il dato sul recupero della cosiddetta evasione d’imposta, facendo passare i cittadini come evasori fiscali quando in realtà non sono stati messi nella condizione di poter adempiere correttamente.
Il servizio raccolta rifiuti presenta inefficienze inenarrabili, il passaggio al porta a porta ha aggravato i problemi di decoro urbano, i costi sono lievitati, ed ora non si riesce nemmeno a garantire ai faentini di poter pagare quanto dovuto alle naturali scadenze”.

“Sono dovute risposte chiare e se quanto qui ipotizzato sulla base di quanto noto, corrispondesse a verità, l’Amministrazione Comunale dovrà prima di tutto chiedere scusa (sfruttando l’enorme forza mediatica di cui gode e che utilizza per ogni minimo evento o non evento) ed un secondo dopo mettere mano al portafogli”.