“In riferimento al comunicato stampa del consigliere regionale Vignali, l’Azienda USL della Romagna ritiene opportuno fornire alcune precisazioni, al fine di garantire ai cittadini una corretta informazione sui dati richiamati.

In premessa. Come di consueto accade, anche in questo caso, gli interpellanti omettono di fare riferimento alle fonti informative da cui ricavano i dati e  da cui fanno discendere le considerazioni.

Prima di lanciare strali e roboanti affermazioni, sarebbe più utile fare un esercizio conoscitivo per capire bene a quale fonte informativa fare riferimento, per ricavare le giuste informazioni.

Orbene, i numeri ripresi nel comunicato del consigliere Vignali, derivano dal portale TDAer e riguardano esclusivamente le prenotazioni di prestazioni sanitarie, non le prestazioni effettivamente erogate. Ne discende che i dati presi a riferimento, descrivono la fase di accesso al servizio e di accoglimento della domanda, ma non rappresentano l’attività realmente svolta dalle strutture sanitarie.

Va inoltre precisato che tali dati fanno riferimento alle sole prenotazioni con codice bacino 1, ossia agli utenti che accettano una disponibilità all’interno del proprio bacino territoriale. Questo perimetro costituisce solo una parte del totale delle prenotazioni e non fotografa l’intero volume di attività aziendale.

La fonte ufficiale di rilevazione dell’attività di specialistica ambulatoriale è invece rappresentata dal flusso ASA regionale, che allo stato attuale risulta aggiornato a dicembre 2025, seppure non ancora consolidato, in attesa di eventuali integrazioni da parte delle Aziende sanitarie, che pertanto potrebbero rendere il dato relativo sottostimato.

Inoltre, nel confronto tra il 2019 e il 2025 si deve tenere conto di un elemento rilevante: a metà del 2024 è entrato in vigore il nuovo nomenclatore tariffario, che in alcuni casi ha modificato le modalità di classificazione e rendicontazione delle prestazioni. È il caso, ad esempio, di alcune tipologie di TAC, delle EMG, alcune tipologie visite che oggi includono anche esami diagnostici e per le quali il confronto diretto tra i due periodi non risulta pienamente omogeneo.

Fatte tali essenziali premesse, si ritiene comunque appropriato considerare il confronto tra l’interno anno 2025- ancorché non definitivo- e l’anno 2019, quale riferimento pre-pandemico, al fine di valutare l’andamento complessivo dell’attività.

I dati riferiti alle prestazioni di specialistica ambulatoriale rendono ragione dell’impegno che l’Azienda Usl della Romagna e i professionisti che vi operano hanno attuato per il recupero degli assetti produttivi al periodo prepandemico:

a livello complessivo aziendale le prestazioni erogate nell’anno 2025 (visite e diagnostica) si assestano a volumi superiori all’anno 2019 passando da 2.940.000 a 3.076.000 con un incremento di oltre 135.000 fra prestazioni di diagnostica e visite (+4,6%).

Va inoltre detto che il recupero degli assetti produttivi alla situazione prepandemica ha interessato uniformemente tutti gli ambiti territoriali dell’Azienda per quanto in maniera differenziata in funzione sia della effettiva potenzialità dei professionisti delle nostre strutture pubbliche sia del contributo delle strutture private attraverso mirati piani di committenza:

Ambito di Rimini (+94.000 prestazioni circa pari al +10,6%)

Cesena (+20.600 prestazioni pari al 3,7%)

Forlì (+14.000 prestazioni pari al 2,8%)

Ravenna (+6,300 prestazioni pari al 0,6%)

Va anche specificato che per quanto riguarda le visite specialistiche, l’aumento della produzione si è registrato prevalentemente nel pubblico, in quanto il privato accreditato, a differenza che per la diagnostica, è stato incapace di assicurare quanto commissionato.

In sintesi, questa Azienda non si è mai sottratta ad evidenziare le criticità, quali le liste di attesa. Ma un conto è dire che le liste d’attesa permangono nonostante l’aumento della produzione, altra cosa è affermare che le liste discendono da una ridotta produzione aziendale. Ciò risulta inaccettabile perché suffragato dai dati, sempre che si conoscano le fonti dalle quali attingere.

Su questo vogliamo confidare che si sia trattato di una svista”

La Direzione Generale di Ausl Romagna