Venerdì 30 gennaio, alle 11, in piazza Kennedy, lato palazzo Rasponi Dalle Teste, verrà inaugurata una targa in memoria dell’avvocato ravennate Massimo Stanghellini Perilli. Interverranno il vice sindaco Eugenio Fusignani, altre autorità e rappresentanti di istituzioni e associazioni locali, familiari e amici.
“Dedicare una targa a un cittadino illustre come Massimo Stanghellini Perilli – sostiene il vice sindaco Eugenio Fusignani – significa celebrare un pezzo di storia della città; quest’uomo competente, appassionato e versatile ha infatti dato un importante contributo allo sviluppo e alla crescita di Ravenna, della Romagna e della stessa regione, rivestendo ruoli chiave in momenti decisivi per la pace, l’economia, la cultura, la socialità. Siamo fieri di averlo avuto come concittadino e di essere qui oggi a onorarne il ricordo”.
CENNI BIOGRAFICI
Massimo Stanghellini Perilli, nato a Ravenna nel 1908 da Armando Stanghellini e Giulia Perilli, è stato un avvocato di prestigio e una figura rilevante nella società ravennate e romagnola del Novecento. Dopo gli studi al ginnasio di Bologna e quindi al liceo classico di Ravenna, si laureò in Giurisprudenza nel 1930 con 110/110.
L’ottima conoscenza della lingua inglese e le competenze giuridiche gli permisero di interagire con le Forze alleate nella fase della liberazione di Ravenna nel dicembre 1944; fu nominato, infatti, legale di fiducia del Governo Provvisorio Alleato di Ravenna. La città era stata appena liberata e la presenza degli alleati richiedeva la capacità di instaurare crescenti legami con i vertici ufficiali delle Forze armate alleate. Lo scopo era quello di creare coesione e stabilizzare la nuova realtà territoriale. Massimo Stanghellini Perilli fu quindi uno dei protagonisti nel favorire il dialogo e la collaborazione tra la popolazione, le Forze di liberazione e le Forze alleate.
Nel dopoguerra, nel 1948, è stato tra i rifondatori del Circolo col nome di Circolo cittadino, ricostituito nel 1958 con la nuova denominazione di Circolo ravennate e dei forestieri.
È stato un insigne giurista, il cui consiglio era molto richiesto e il cui parere era spesso risolutivo. Ha ricoperto la carica di presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ravenna dapprima nel 1944 e successivamente per altre otto volte dimostrando profonda cultura giuridica e umanistica. Gli è stata conferita la medaglia d’argento nel 1988 dall’Ordine degli avvocati e dei procuratori di Ravenna.
Stanghellini è stato legale del Consorzio Agrario, del Credito Romagnolo, della Banca Popolare; dell’ I.C.C.R.I. , Istituto di Credito delle Casse di Risparmio Italiane. Consigliere delegato della Banca d’Italia, filiale di Ravenna. Ha lavorato come legale esterno della Cassa di Risparmio di Ravenna dal dopoguerra fino al 1991.
Oltre alla sua carriera legale, è stato anche scrittore di numerosi libri, soprattutto di racconti e novelle, legati a Ravenna e alla Romagna. Ha pubblicato con l’editore Mario Lapucci, poi divenuto Edizioni del Girasole e con gli editori Longo e Montanari.
E’ succeduto nel 1968 a Max David come Primo Tribuno di Romagna e lo è stato per 12 anni.
Ha scritto sul periodico La Ludla per la valorizzazione del patrimonio dialettale romagnolo dell’associazione Friedrich Schurr; nella veste di primo Tribuno, nel 1981, nella sede dell’università di Friburgo, ha ricevuto la biblioteca Schurr, consegnata al Tribunato stesso e alla Cassa di Risparmio di Ravenna. Stanghellini è stato tra i fondatori nel 1948 anche del Club Rotary di Ravenna e ha ricevuto dal Club diverse onorificenze: nel 1987 il Paul Harris Fellow e nel 2002 dalla Fondazione Rotary International l’attestato di Benefactor. Nel 1975 ha fondato la Cà de Vèn, famoso ristorante ed enoteca. E’ stato amico degli scrittori Francesco Serantini, Claudio Marabini, Francesco Fuschini, Max David, Massimo Grillandi.
Nel giugno del 1992 è stato ideatore e conduttore, con altri, del Processo per la morte di Anita Garibaldi nella rivisitazione storica del V Canto dell’Inferno di Dante del “Processo per la tragica storia di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini” (ideazione e organizzazione del Centro di Relazioni Culturali di Ravenna). Nel corso della vita, oltre a quelle citate, ha ricevuto numerose altre onorificenze.
Massimo Stanghellini Perilli ha saputo conciliare il suo coinvolgimento nella vita sociale ed economica di Ravenna, la cura per gli aspetti istituzionali, l’attenzione alla cittadinanza, con la sua professione e la sua passione artistica.
E’ morto il primo ottobre 2005.

























































