Il 6 febbraio 2026 si terrà la “Giornata internazionale di azione congiunta dei porti contro i traffici di armi”, indetta da portuali USB Porti Italia – Enedep Grecia – ODT – Organization Democratique du Travail Marocco – Liman-Is dalla Turchia – LAB dei Paesi Baschi.
Anche Ravenna parteciperà alla giornata di mobilitazione.
“Saremo in concentramento davanti l’autorità portuale (lato Darsena) in via Antico Squero per partire in corteo.
Contestiamo la flotta del genocidio che costantemente fa scalo a Ravenna, a partire dalla Zim, compagnia israeliana accusata dalla campagna No Harbour for Genocide.
Sono noti infatti vari carichi di armi e munizioni diretti a Israele tramite le navi Zim e MSC.
Tra il 2024 e il 2025 sono passate 659 tonnellate di munizioni nel porto di Ravenna, e 48 Mila tonnellate di precursori di esplosivi: un problema anche per la sicurezza della città. Senza parlare di merci dual use e civili verso le colonie illegali in Cisgiordania.
Protestiamo e chiediamo a soggetti pubblici e privati (autorità portuale, comune, regione, dogane, spedizionieri) la necessaria trasparenza e l’impegno a bloccare il transito di armi”.
Dopo le manifestazioni di settembre e ottobre, poco è cambiato all’interno del porto di Ravenna secondo gli organizzatori della nuova protesta:
“Sapir non ha ancora cambiato il suo codice etico. Continua in silenzio anche il progetto Undersec, che vede l’Autorità portuale collaborare strettamente con funzionari del Ministero della difesa di Israele, per la cyber security portuale.
Il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni e il presidente della regione Michele De Pascale hanno i loro rappresentanti nel comitato di gestione del porto e potrebbero chiedere il ritiro dal progetto. Perché non lo fanno?
Undersec è un progetto che si inserisce nella militarizzazione del porto di Ravenna, delle infrastrutture strategiche ed energetiche del nostro paese.
Come Coordinamento popolare, formato da cittadini e portuali, stiamo lavorando per creare un Osservatorio sui transiti di armi.
Aderiamo quindi alle richieste dei portuali del #Mediterraneo e invitiamo tutti i lavoratori del porto di Ravenna a scioperare e partecipare alla manifestazione:
● per garantire che i porti europei e mediterranei siano luoghi di pace e liberi da qualsiasi coinvolgimento nella guerra;
● per bloccare tutte le spedizioni di armi dai nostri porti verso il genocidio in Palestina e verso qualsiasi altra zona di guerra, e per chiedere un embargo commerciale su Israele da parte dei governi e delle istituzioni locali;
● per opporsi al piano di riarmo dell’UE e per fermare l’imminente piano dell’UE e dei governi europei di militarizzare i porti e le infrastrutture strategiche;
● per respingere i piani di riarmo come porta d’accesso a un’ulteriore privatizzazione e automazione dei porti e per opporsi agli effetti dell’economia di guerra sui nostri salari, diritti e condizioni di salute e sicurezza.
Scendiamo inoltre in piazza contro la repressione che il Governo Meloni sta portando avanti nei confronti del movimento in solidarietà alla Palestina e, quindi, in solidarietà ai 32 denunciati per il presidio del 28 novembre al Porto di Ravenna e a tutti gli/le altri/e attivisti/e che in queste settimane stanno subendo provvedimenti repressivi. Criminale è il genocidio ancora in corso in Palestina, criminali sono i guerrafondai. Anche per questo chiamiamo le decine di realtà che hanno sottoscritto l’appello in solidarietà ai 32 denunciati di Ravenna a scendere in piazza con noi il 6 febbraio.
Esprimiamo infine la nostra più totale solidarietà a chi oggi subisce la repressione dello Stato per aver scelto di protestare contro il genocidio e di resistere: come Tarek, Ahmad Salem, Anan – condannato a 5 anni di carcere per aver legittimamente resistito contro il colonialismo sionista in Palestina, in Italia da un processo sionista e di parte. La repressione oggi è più forte che mai, e bisogna restare unite e lottare collettivamente contro chi cerca di silenziare tutte le voci dissidenti tramite reclusioni, misure cautelari ed intimidazioni.
Chiediamo inoltre a tutti gli spedizionieri, a tutti i lavoratori e lavoratrici dell’area portuale o a chiunque abbia informazioni riguardo al traffico di armi nel nostro territorio di mettersi in contatto con il nascente Osservatorio”.
Il 4 febbraio, alla Sala Ragazzini di Ravenna, dalle ore 20.30, in preparazione della manifestazione del 6 febbraio, si terrà la presentazione del Dossier “La Flotta del Genocidio” edito da Altreconomia. Intervengono Linda Maggiori, giornalista; Francesco Staccioli, USB Mari e porti; testimonianze di portuali di Ravenna.
Aderiranno alla manifestazione
Bds Ravenna
Forlì città aperta
Faenza per la Palestina
Bds Faenza
Pondus libra
USB Emilia-Romagna
Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP)
SGB sindacato generale di base Ravenna
Ravenna in comune
Partito dei CARC Emilia Romagna
Consulta Provinciale Antifascista di Ravenna
Rimini4Gaza
Osa Emilia Romagna
Cambiare rotta Emilia Romagna
Mercoledì per la Palestina
Potere al Popolo Ravenna
Giovani palestinesi d’Italia
Sanitari per Gaza Ravenna
MERA25
DiEM25 Italia



























































