La grave rottura della condotta idrica che ha lasciato centinaia di famiglie senza acqua e ha provocato pesanti disagi anche nelle scuole riaccende il dibattito sulle condizioni delle infrastrutture idriche a Ravenna. A intervenire è Falco Caponegro, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che parla di una situazione “strutturalmente fragile e non adeguata ai bisogni reali della comunità”.
Pur riconoscendo che eventi accidentali possano verificarsi, anche in presenza di sollecitazioni imprevedibili come quelle legate a fenomeni sismici, Caponegro sottolinea come l’episodio confermi criticità note da tempo. “La rete idrica cittadina e l’intero sistema dell’Acquedotto della Romagna – afferma – sono composti in larga parte da condotte datate, alcune risalenti al secolo scorso, soggette a usura, fragilità e perdita di efficienza”.
Nel mirino del consigliere anche la gestione dell’emergenza sul piano informativo. “È intollerabile che in una città moderna scuole, bagni pubblici e famiglie restino per ore senza un bene primario come l’acqua, senza una comunicazione tempestiva, puntuale e capillare – denuncia –. La carenza di informazioni ha generato ansia e disorientamento tra genitori, studenti e personale scolastico”.
Secondo Fratelli d’Italia, l’amministrazione avrebbe potuto utilizzare strumenti di allerta già disponibili, come quelli impiegati per le emergenze meteo, per fornire aggiornamenti in tempo reale ai cittadini, anziché affidarsi a comunicazioni frammentarie sui social network.
L’episodio, conclude Caponegro, rende urgente un cambio di passo: “Non bastano interventi tampone. Serve una strategia strutturata di ammodernamento della rete idrica, basata su manutenzione preventiva, monitoraggio continuo e riduzione delle perdite”. Da qui l’invito all’amministrazione comunale ad assumersi una chiara responsabilità politica e a promuovere un piano straordinario di investimenti, da costruire insieme al gestore del servizio idrico Hera, in coordinamento con ATERSIR e la Regione Emilia-Romagna.
“Ravenna – conclude – merita infrastrutture robuste, servizi affidabili e una comunicazione istituzionale efficace e trasparente. L’accesso all’acqua è un diritto primario e le emergenze non possono essere gestite con improvvisazioni”.























































