A poche ore dalla morte dell’autista Raffaele Marianella, colpito da una pietra mentre si trovava a bordo di un bus con i tifosi del Pistoia Basket 2000, assaltato da presunti ultras reatini dopo che la squadra toscana aveva disputato una gara di A2 a Rieti, tutto il mondo del trasporto passeggeri si interroga sull’assurda tragedia.

COERBUS esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’autista, ai colleghi e a tutti gli operatori del trasporto per quanto avvenuto nel corso di quello che avrebbe dovuto essere un normale servizio di trasporto passeggeri. Un episodio, assurdo, violento, inaccettabile che ha coinvolto un autista nel pieno esercizio della propria professione, richiama con urgenza all’importanza fondamentale della sicurezza e della tutela di chi, ogni giorno, assume la responsabilità di condurre mezzi, garantire mobilità, proteggere passeggeri e colleghi.

“Chi guida un autobus – si sottolinea da COERBUS – non è solo al volante di un mezzo, è il primo garante della sicurezza, del benessere e della fiducia di tante persone. Un impegno che richiede competenza, attenzione costante, profonda responsabilità. Tutto questo non può e non deve esporre a rischi come quello che abbiamo dolorosamente registrato. Il trasporto di persone è un’attività delicata e vitale. Richiede impegno, formazione, rigore nei controlli e cultura della prevenzione. Gli autisti, professionisti che lavorano anche in condizioni impegnative, meritano il massimo rispetto, la massima tutela e l’ambiente più sicuro possibile”.

In tale spirito, COERBUS condanna ogni forma di aggressione, intimidazione e violenza contro i mezzi, i mezzi stessi e le persone che li conducono. “Non possiamo accettare che un servizio pubblico o privato di trasporto passeggeri – evidenzia ancora il Consorzio – venga associato a pericoli che vanno ben oltre l’ordinaria attività lavorativa. Quanto accaduto a Rieti deve portare a una profonda riflessione”.

COERBUS conferma il proprio impegno nel promuovere protocolli e misure di sicurezza sempre più efficaci e rinnova la propria solidarietà alla famiglia della vittima, ai colleghi e all’intera comunità degli operatori del trasporto: “Ogni viaggio deve essere un’esperienza di fiducia, non di pericolo”.