Aula magna gremita all’Istituto Comprensivo Cervia 2 per l’incontro dedicato alla prevenzione di bullismo e cyberbullismo. Genitori e docenti hanno risposto numerosi all’appuntamento promosso dalla scuola insieme alle forze dell’ordine, consapevoli che la tutela dei ragazzi passa oggi anche dalla conoscenza dei rischi della rete.
«Conoscere, prevenire, intervenire». Con queste parole la dirigente scolastica Chiara Lusini ha aperto il confronto rivolto alle famiglie e al personale scolastico del territorio.
Proprio il 10 febbraio si è celebrato il Safer Internet Day, la giornata mondiale dedicata alla sicurezza online. Un’occasione che richiama una ferita ancora aperta, soprattutto pensando a chi non ce l’ha fatta. «Le parole fanno più male delle botte»: il monito risuona nel ricordo di Carolina Picchio, prima vittima accertata di cyberbullismo nel 2013, in un’epoca in cui il vuoto normativo lasciava i minori senza strumenti di tutela.
Oggi quel vuoto appare colmato da una rete di protezione che vede fianco a fianco scuola e forze dell’ordine. L’analisi tecnica è stata affidata al dottor Claudio Cagnini, dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Ravenna, che ha illustrato gli strumenti previsti dalla legge: dall’ammonimento del Questore alla possibilità di chiedere la rimozione o l’oscuramento immediato di contenuti diffusi illegalmente. Strumenti efficaci, ma ancora poco conosciuti dalle famiglie.
Accanto a lui l’ispettore della Polizia di Stato Antonio Scodalupi, responsabile della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Ravenna, ha accompagnato la platea tra i rischi del web, mostrando casi concreti e situazioni in cui il confine tra leggerezza e reato può diventare estremamente sottile.
Spazio anche alla Polizia Locale, rappresentata dal commissario Helga Ciervo e dall’ispettore Andrea Sabiu, che hanno illustrato il progetto “Bullismo e Cyberbullismo” attivo nell’Istituto, dalle ultime classi della primaria alla secondaria di primo grado, con l’obiettivo di rendere gli studenti protagonisti della propria tutela.
Il momento più partecipato è stato il confronto finale con il pubblico. Docenti e genitori hanno posto domande, condiviso dubbi e cercato strategie comuni. È emersa con chiarezza una convinzione: solo un’alleanza stabile tra scuola e famiglia può trasformare la prevenzione in un’azione quotidiana. Perché nell’era dei social la sicurezza dei ragazzi non è solo una questione tecnologica, ma soprattutto educativa.






























































