“Consideriamo il voto del 3-4 ottobre rilevante per le imprese del territorio in un momento cruciale per la ripresa economica e sociale. Come abbiamo fatto in questi anni, con spirito costruttivo e critico e sempre in piena autonomia, Confesercenti presenta ai candidati a Sindaco proposte e istanze urgenti per le scelte del governo della città: gli imprenditori del commercio, turismo e dei servizi di Ravenna si aspettano risposte concrete per affrontare un futuro ancora condizionato dall’emergenza sanitaria in corso. Le piccole e medie imprese sono il motore dell’economia nazionale e locale, una parte significativa del capitale sociale del territorio, per l’occupazione e il benessere oltre che per il ruolo di presidio e servizio svolto per la comunità. L’emergenza sanitaria da Covid-19 sta incidendo pesantemente e trasversalmente sulle imprese e sugli equilibri economici e sociali del territorio.

Noi come imprenditori ci mettiamo in gioco ogni giorno. Ci rivolgiamo ai candidati: a Ravenna c’è la necessità di ridare slancio e nuova competitività all’economia locale, ed è per questo che è decisiva la consapevolezza e l’impegno della politica nel sostegno al mondo delle imprese e a scelte conseguenti di politiche territoriali. Così come è fondamentale la pianificazione del futuro del nostro territorio cooperando nell’ambito di un’area più vasta che coinvolge la Romagna e le sue città. Le proposte che seguono nascono dalle esigenze delle imprese e sono un contributo per il confronto sul futuro governo locale che sarà indicato dal voto. Chiediamo di mantenere sempre aperto il confronto nel corso di tutta la legislatura, nel rispetto dei reciproci ruoli. Da parte nostra con la convinzione che le rappresentanze delle imprese vanno considerate parte della classe dirigente locale. La nostra Associazione, come sempre, intende continuare ad esercitare il proprio ruolo di interlocutore attivo, propositivo e di stimolo con le istituzioni locali e con chi sarà chiamato a rappresentarle portando all’attenzione del confronto tutto il valore e la forza della propria rappresentanza e delle proprie idee. Auspichiamo che queste priorità e azioni siano recepite dal prossimo governo locale.

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Fisco, burocrazia, servizi e multiutility

È decisivo e prioritario, per sostenere le imprese e aiutarle a resistere sul mercato, affrontare e rispondere a questa duplice esigenza (fisco e burocrazia) che ha certamente rilievo e ancoraggi nazionali, ma anche di natura locale. È fondamentale aumentare l’efficienza e la razionalizzazione (quindi recuperare costi) alla macchina comunale. E altrettanto fare ogni sforzo per la sburocratizzazione dei procedimenti in essere, dei numerosi pareri che occorre avere per certe pratiche o delle riproposizioni annuali di comunicazioni identiche. Anche rispetto alle difficoltà del momento che stiamo attraversando, occorre che l’Amministrazione comunale recuperi tutte le risorse possibili per ridurre a livello locale il peso fiscale e tributario sulle piccole e medie imprese.

Per quanto riguarda i tributi locali, la principale esigenza è di rivedere l’impatto della Tari che pesa in modo significativo sul settore della ristorazione e dell’alimentare, nel contesto di una revisione del rapporto attuale del costo tra utenze domestiche e non domestiche.

Nello specifico, gli aumenti tariffari Tari negli ultimi anni hanno visto le utenze non domestiche contribuire al servizio pubblico enormemente. Sommando a questo dato anche quello delle imposte locali sugli immobili, le attività del commercio al dettaglio e della ristorazione hanno avuto un aumento che è diventato insostenibile dai già sofferenti bilanci aziendali che vengono aggravati da questo peso. 

Sulla TARI, nelle due ultime annualità condizionate pesantemente dal Covid, abbiamo apprezzato l’intervento dell’amministrazione comunale che ha ridotto sensibilmente le tariffe a carico delle imprese, coordinando tale intervento con le Associazioni di Categoria.

È necessario riprendere i lavori del Tavolo di concertazione che è partito con tutte le migliori intenzioni, ma è stato abbandonato e nel frattempo alcune normative cruciali sono cambiate (es. Dlgs 116 e allegati). Se il punto di arrivo per un sistema di raccolta e gestione dei rifiuti sarà una tariffazione puntuale, anche per soddisfare gli obiettivi imposti dalla normativa regionale, allora il mondo imprenditoriale e questo territorio vasto e variegato deve essere interlocutore primario. Siamo inoltre a chiedere in che modo la nuova Amministrazione come azionista di riferimento della società multiutility cui sono affidati i servizi principali, intende esercitare il diritto/dovere di controllo sui costi di gestione/produzione e sulle scelte che interagiscono sulla qualità del servizio stesso a tutela degli interessi generali dei territori che esse rappresentano e di cui le imprese sono parte significativa.

Diversamente come spiegare il senso della partecipazione del Comune nelle società che operano come realtà industriali private? Funzionalità del servizio e suoi costi compatibili ed equilibrati vengono prima della ricerca e della divisione degli utili. E per stare in tema, il Comune intende essere controllore e supervisore dei servizi che vengono erogati o direttamente il gestore degli stessi? E quali sono i servizi che si intendono gestire in un modo e quali nell’altro?

Il commercio e il suo futuro

Il commercio al dettaglio, nello specifico quello non alimentare, con il Covid potrebbe aver subìto un colpo devastante. A Ravenna e in tutto il Paese. Un settore che attraversava da tempo una crisi strutturale. La crescita esponenziale delle vendite on line avvenuta durante la pandemia, non è altro che un acceleratore di un percorso già delineato. Se da tempo servivano interventi radicali, ora le decisioni sono indispensabili e urgenti. Non sono sufficienti gli sforzi, spesso importanti ed apprezzabili, degli Enti Locali: il malato è grave e l’aspirina non è sufficiente. I piccoli borghi, le periferie delle città, sono già desolatamente prive di attività commerciali al dettaglio e le nostre località hanno sempre più vetrine spente. Avanti di questo passo, in pochi anni cambierà la fisionomia delle nostre città: non saranno più piacevoli da passeggiare, animate e illuminate come le abbiamo conosciute per centinaia di anni. Un mestiere non più appetibile per le giovani generazioni perché non più gratificante sul piano economico. Vanno stravolte le regole: per esempio abbattendo l’Iva o dimezzando l’Irpef per chi sceglie questa professione. Il carico fiscale privilegiato per i colossi delle vendite on line è un’ingiustizia insopportabile, davanti agli occhi di tutti. Come può competere in queste condizioni il piccolo esercente vessato da tasse e imposizione fiscale sproporzionata ai ricavi? Sappiamo che non è competenza diretta di un Sindaco ma chiediamo al futuro primo cittadino di Ravenna di farsi carico di un problema imponente e porlo con forza sui tavoli della politica nazionale ed europea.

Confesercenti si è schierata contro il proliferare di nuovi centri commerciali e contro l’ampliamento di quelli esistenti. Appelli inascoltati che ora rischiano di aggravare ancora più le difficoltà del commercio sia nel centro città, come nella periferia, che nel forese: la sostenibilità è compromessa ed è necessario dire definitivamente basta alle nuove espansioni, alle riqualificazioni messe in campo con migliaia e migliaia di metri quadrati destinati a commerciale. La desertificazione commerciale dei piccoli centri, ma anche dei quartieri più popolari, è da avversare in quanto compromette la vivibilità stessa dei luoghi, isola oltre che gli imprenditori anche, e soprattutto, i cittadini.  Abbiamo lavorato cercando di mettere in risalto le esperienze virtuose nei quartieri, dove è necessario valorizzare adeguatamente i centri commerciali naturali che nascono, riconoscendo ai negozi di vicinato una funzione di presidio e di servizio al territorio. In questo è necessario uno slancio comune nell’elaborazione di strumenti di coordinamento e di aggregazione fra le imprese, che sono fondamentali nella promozione ed organizzazione dei distretti commerciali naturali, nonché ultimo ed importante argine a tutela del piccolo esercente per competere contro la deregulation dell’e-commerce e l’espansionismo della grande distribuzione organizzata.

Data la complessità del Comune, la sua ampiezza e le caratteristiche della popolazione serve un preciso piano urbanistico e di valorizzazione per sostenere la presenza del commercio nel forese, anche con politiche di incentivo economico per le nuove generazioni che decidano di imprendere nelle località decentrate.

Sullo stesso fronte i mercati ambulanti scontano una crisi strutturale che ha radici profonde e che la pandemia ha aggravato: la complessità dei contesti e la frammentazione degli operatori rendono sempre più difficile una gestione pubblica che sia puntuale ed organica, per questo è necessario orientarsi su politiche di gestione delle aree da parte di enti rappresentativi delle imprese, come i consorzi fra operatori; nel frattempo è fondamentale assicurare politiche certe sia sul fronte dei controlli sia sul fronte delle legalità, affinché l’operatore regolare non sia penalizzato dalla concorrenza dell’illegalità. 

Il centro storico merita un’attenzione a parte, con una programmazione più coordinata fra i diversi ambiti che vi s’incrociano, come attività economiche, turismo, cultura, al fine di intercettare al meglio i flussi turistici ed economici, nonché strategie importanti sulla mobilità, perché anche la prossimità e la rapidità di spostamento sono fattori importanti nella scelta del consumatore. Valutiamo positivamente la nascita e le prime azioni del Comitato “Spasso per Ravenna”, nato dalla sinergia fra Associazioni di Categoria e Amministrazione Comunale.

Nel Centro Storico è centrale anche il tema del decoro, e l’equilibrio fra attività commerciali e di somministrazione, affinché non sia esasperata la tendenza a trasformarsi in un luogo puramente ricreativo ma che rimane di riferimento per il cittadino. Su questi filoni è opportuno utilizzare strumenti adeguati, già sperimentati da città d’arte vicine, che impongano la bonifica ed il tamponamento delle vetrine sfitte degradate, che così pesantemente impattano sull’immagine delle vie. Con i medesimi strumenti è giunto anche il momento di ragionare su un contingentamento delle attività di somministrazione, in modo da non espandere ulteriormente questo settore, già vicino alla saturazione, a scapito delle altre attività commerciali.

Moratoria a nuovi centri e aree commerciali

Insieme alla riduzione della pressione fiscale e della burocrazia c’è una richiesta e proposta forte che Confesercenti rivolge alla nuova amministrazione. Non è nuova in sé ma è una necessità sentita e non solo da noi: una moratoria seria a nuovi centri commerciali senza la quale ha anche poco senso parlare di centro storico, di valorizzazione della città, delle periferie e del forese. Sarebbero sforzi vanificati. Servono norme nazionali, ma bisogna volere e anticipare le scelte urbanistiche in Regione e nel Comune, partendo da un assunto economico, di compatibilità e di qualità della vita: di centri commerciali siamo ampiamente saturi, tanto più dopo le ultime scelte autorizzate. Bisogna cambiare strada, abbandonando la fase di espansione quantitativa delle grandi strutture commerciali, scegliendo la valorizzazione e il sostegno delle piccole e medie imprese, anche attraverso incentivi all’aggregazione ed al coordinamento, compreso il recupero di contenitori esistenti nel centro storico. Occorre avere a riferimento il valore della sostenibilità e del consumo del territorio che richiedono equilibrio e consapevolezza. Se si vuole qualificare e sostenere la rete commerciale occorre una coerente politica urbanistica anche in tema di programmazione commerciale. E bisogna insistere affinché questa diventi una scelta perlomeno romagnola anche per evitare municipalismi deteriori e nuovi poli commerciali nelle realtà vicine.

Fare turismo con una nuova strategia

Confesercenti ha prodotto in questi ultimi anni diverse iniziative e ricerche di merito sul turismo, sul Brand della città e in rete e presentato diversi documenti con proposte articolate per rilanciare una strategia di sviluppo turistico per la città e per i lidi per reagire al declino registrato, testimoniato anche dal calo dell’occupazione media delle camere, ulteriormente aggravato dagli effetti della pandemia.

Il turismo deve diventare sempre più fattore di competitività, di crescita e di circuito virtuoso per l’intero territorio.

L’impegno urgente e la sfida che indichiamo e da vincere è la costruzione di un piano strategico, coordinato da una regia unitaria (DMO), che valorizzi sempre più la destinazione Ravenna, mettendo a sistema tutti gli attori che hanno a che fare con il turismo, in una logica di marketing per vendere la città, rendendola più ambita, desiderata, vissuta.

L’integrazione della proposta turistica del nostro territorio nella sua accezione di città d’arte, di mare, di patrimonio ambientale deve diventare la strada maestra dei prossimi anni con risposte concrete che ne valorizzano l’identità.

L’utilizzo delle risorse provenienti dall’imposta di soggiorno deve vedere maggiori investimenti nella comunicazione strategica, sia su ambito nazionale che all’estero, per contribuire in maniera decisiva a generare arrivi e presenze più numerose e distribuite nei vari mesi dell’anno.

Partendo dai passi in avanti registrati dobbiamo sempre più pensare la città e le sue funzioni in chiave turistica puntando appunto sulla valorizzazione coordinata e sistemica delle nostre specificità che vanno fatte conoscere maggiormente. Così come bisogna investire in percorsi formativi per aumentare la cultura nell’accoglienza come la stessa segnaletica turistica.

È necessario creare sempre maggiore interesse attorno alle numerose proposte ed eventi in calendario nella nostra città, alla valorizzazione delle tipicità locali, dell’enogastronomia ed alle ricchezze del nostro territorio. Serve almeno una mostra di rilievo e forte richiamo su base annuale nelle stagioni meno trafficate turisticamente e da consolidare nel tempo. 

Questo deve essere fatto con continuità in un’ottica di miglioramento della visibilità esterna della nostra destinazione.

Dobbiamo essere pronti come comunità nell’attuazione della legge regionale n. 4/2016 con proposte e idee e con un ruolo da giocare nell’ambito dell’area vasta turistica della Romagna. Abbiamo le potenzialità per rispondere a diversi target di turismo, a piccole e grandi nicchie dalla cultura al mare, dalle famiglie ai giovani, da quello ambientale e d’affari, da quello sportivo a partire dalle biciclette a quello naturista, da quello enogastronomico a quello crocieristico a quello del benessere.

Serve un piano strategico per il settore ricettivo, con particolare riguardo verso quello alberghiero, che affronti le difficoltà esistenti e le opportunità, insieme ad una nuova stagione per il rispetto delle regole e della concorrenza leale tra tutte le realtà dell’ospitalità. Se da un lato serve un effettivo controllo sia rispetto delle norme esistenti (spesso non rispettate dalle forme di ricettività privata) dall’altro occorre un aggiornamento delle leggi in materia che preveda la stessa regolamentazione per tutte le forme di ricettività.

Nel medio e lungo periodo occorre affrontare e dare risposte al nodo dei collegamenti stradali, ferroviari e con gli aeroporti (città-mare, Forlì-Ravenna, Bologna-Ravenna, dorsale Adriatica) ed il tema degli interventi infrastrutturali compreso il completamento e la copertura totale della banda larga in tutto il territorio. L’isolamento di Ravenna e le carenze in essere meritano insieme al turismo l’impegno di un assessorato per superare un gap storico che limita il nostro sviluppo.

Va mantenuto l’impegno politico a risolvere positivamente, e una volta per tutte, la situazione delle concessioni demaniali che frena gli investimenti, il rinnovamento e la pianificazione del settore balneare. Al tempo stesso resta tra le priorità garantire il mantenimento dell’arenile e pianificare con costanza le azioni contro l’erosione costiera nel cui ambito rivedere al più presto anche le convenzioni con l’Eni per chiudere le estrazioni in prossimità della costa ravennate.

Traffico, accessibilità e parcheggi

Partiamo da una premessa: il traffico, inteso come flusso di persone e merci, è la condizione necessaria per visibilità e accessibilità alle aziende. Per questo chiediamo che qualsiasi atto o regolamento dell’amministrazione sia adottato dopo una attenta analisi costo beneficio di tale intervento per la comunità intera. 

Allo stesso modo quando si valutano i provvedimenti che restringono l’accessibilità dei centri urbani a tutela della qualità ambientale va considerato l’ecosistema urbano nella sua totalità, quindi anche i traffici che si generano nelle grandi superfici commerciali di cintura, che non dovrebbero potersi invece avvantaggiare delle restrizioni che colpiscono invece il piccolo commercio: chiediamo quindi un tavolo di confronto permanente sulle politiche di mobilità e viabilità dell’intero territorio comunale. In assenza di tali strategie di concertazione e confronto riteniamo sbagliati, inapplicabili e penalizzanti gli ampliamenti tout court delle ZTL. Sarà necessario tenere conto delle effettive necessità e non penalizzare il centro rispetto ad altre aree. Il pm10 va ridotto complessivamente e con misure strutturali, e non solo in qualche area circoscritta.

In linea con questo chiediamo:

Maggior programmazione degli interventi 

Cambiare un senso di marcia per alcune attività nella strada interessata può significare il fallimento. Pedonalizzare una piazza senza aver previsto una corretta tempistica per recuperare parcheggi alternativi e adattamento dei flussi di traffico può mettere in seria difficoltà la percezione di accessibilità della città.

Questa sensibilità deve essere sempre tenuta alta che si tratti di un grande intervento di riqualificazione come di un cambio di viabilità.

Da questo punto di vista andrà posta la massima attenzione sugli interventi compensativi in tema di recupero di posti auto allorquando si concretizzeranno, sui lidi, gli interventi per il cosiddetto “Parco Marittimo”. Diventa fondamentale che i parcheggi sostitutivi a quelli esistenti, le modifiche alla viabilità e l’implementazione dei servizi di mobilità siano operativi prima della conclusione dei lavori.

Come metodo e merito vanno pianificati per tempo i lavori coinvolgendo le attività interessate attraverso le loro rappresentanze e prevedendo anche compensazioni nei relativi periodi.

Sperimentazione di soluzioni più flessibili

Più volte abbiamo parlato di ZTL con orari ridotti, pensiamo debba essere fatta una sperimentazione anche sulla gratuità dei parcheggi del centro nella pausa pranzo. Allo stesso modo occorre valutare seriamente se la limitazione alla percorrenza di certe strade non costringa a lunghe deviazioni in sostanza maggiormente impattanti sia dal punto di vista ambientale che del traffico generato. 

Investimenti in infrastrutture, miglioramento della mobilità e manutenzione del territorio

Recuperare spazi per la concentrazione della sosta investendo sempre più in tecnologie che possano restituire dati in tempo reale del tasso di occupazione dei parcheggi.

Valorizzare i percorsi pedonali, in particolare quelli di collegamento tra parcheggi e centro storico, rivalorizzando ugualmente le aree laterali del Centro Storico stesso, spesso poco considerate e curate. Investire su un sistema di navetta turistica elettrica che percorra frequentemente il Centro Storico, e che colleghi i parcheggi di prossimità con le maggiori evidenze monumentali. Rinominare i parcheggi di attestamento e dotarli di WiFi.  Razionalizzare e ottimizzare le piste ciclabili creando direttrici di scorrimento in sicurezza e semplicità. Migliorare la segnaletica turistica e le indicazioni stradali con un unico progetto integrato e non con piccoli interventi discontinui, come finalmente sistemare e attrezzare la fascia retrostante i bagni nei lidi. Rivedere completamente il servizio di trasporto pubblico urbano integrando il “sistema a raggiera” con un sistema circolare di scambio tra le linee sul modello di metropolitana urbana. 

Essere Smart City prevede un coinvolgimento attivo e continuo dei cittadini ed un intelligente impiego della tecnologia con l’obbiettivo rivolto al continuo miglioramento della qualità della vita nella città (dal centro al forese). A tal fine ci preme sottolineare che è necessario in primo luogo garantire la corretta manutenzione del territorio, dalle strade al verde. Lo spazio pubblico è spazio di interazione, è occasione di coinvolgimento del cittadino, perché non esiste Smart City senza Smart citizens.

La sicurezza e l’inclusione sociale

È una delle questioni più serie. Presidio e controllo nel territorio attraverso la massima collaborazione tra le forze dell’ordine per garantire vigilanza di prossimità e nei quartieri per un presidio costante e affinché siano rispettate da tutti la legalità e le regole del vivere civile, realizzare un progetto diffuso di videosorveglianza. Percorsi di riqualificazione urbana anche per recuperare e tenere spazi importanti alla frequentazione di tutti, coinvolgimento forte di tutta la collettività, difese attive e passive, incentivare il collegamento con le Forze dell’Ordine. È un presidio anche mantenere le luci e la presenza di negozi nel territorio. Integrazione sociale verso i flussi di immigrazione e non solo, nel mondo del lavoro fermo restando il discrimine della legalità e delle effettive possibilità.

Concorrenza sleale, lotta all’abusivismo e all’illegalità

Da sempre Confesercenti si è caratterizzata a Ravenna su questi temi che attengono anche al vivere civile e al rispetto delle regole democratiche, per tenere alta la guardia e l’impegno di tutti anche contro le penetrazioni malavitose e della criminalità.

Abbiamo fatto proposte e denunce precise, offerto (e avuto) collaborazione con le forze dell’ordine, sottoscritto azioni concrete, prima fra tutti l’eradicazione pressoché totale dell’abusivismo commerciale sulle nostre spiagge.

Sono temi su cui è bene accrescere la collaborazione tra associazioni e tutte le istituzioni interessate. 

Anche sul versante delle manifestazioni su suolo pubblico (dai Mercatini di ogni genere d’estate e non solo, come le tante iniziative in tema (riuso, hobbysti, etc) è necessaria una organizzazione e regolamentazione diversa più consona alle località e al territorio e alla loro qualità garantendo l’equilibrio della rete commerciale, senza ammiccamenti a realtà para-abusive che trasformano la forma associativa in uno strumento di remunerazione commerciale. Fondamentale la piena applicazione delle nuove disposizioni regionali in materia di commercio in forma hobbistica, contingentando e controllando compiutamente ogni situazione.

Un settore specifico della vigilanza locale (eventualmente coordinato) andrà sempre più dedicato a questa necessità. Tenera alta la guardia contro l’insediamento della criminalità organizzata. Proseguire con la prevenzione, e con le iniziative per rafforzare “l’educazione alla legalità anche estendendo il progetto “Liberi dalla mafie”.

Affitti commerciali

Dentro a nuove opportunità nazionali che chiediamo (misure per il recupero di immobili sfitti), ma anche locali (es. su IMU e tariffe locali ridotte del 50% per 3 anni) per sostenere le gestioni di attività commerciali e dei P.E. in affitto come per favorire i subentri in proprietà, è soprattutto necessario il dialogo continuo per alleggerire il carico burocratico delle imprese. Aziende spesso scoraggiate negli investimenti dopo aver valutato uno sbilanciamento ed un carico di oneri e carte che non aiuta lo slancio di chi vorrebbe aprire un’attività nel nostro territorio.

Credito

Abbiamo sempre sottolineato l’importanza del sostegno dato dal Comune (anche a fronte di minori trasferimenti statali) ai Consorzi fidi. Sostegno che continuiamo a chiedere per il ruolo insostituibile dei Confidi attraverso le garanzie concesse al finanziamento per le imprese. Così come sarà bene pensare, anche coinvolgendo il sistema del credito, a forme di incentivazione per l’avvio di imprese giovanili, in particolare per la loro prima fase.

Competenze al servizio del bene pubblico

Anche alla luce delle necessità evidenziate, alle strategie e alle azioni amministrative proposte si accompagna una scelta avvertita e per molti aspetti conseguente per quanto possa sembrare scontata: avere un esecutivo, una squadra di amministratori all’altezza con competenze adeguate e di profilo, corroborate da esperienze sul campo, dialogante e in grado di assumersi responsabilmente le decisioni”.