“È da qualche giorno che il Sindaco di Ravenna si spertica in dichiarazioni in cui chiede che il porto della città non venga più utilizzato per sbarcare gli immigrati dalle navi delle Ong. Prima di fare altre considerazioni è opportuno chiarire qualche punto.
Innanzi tutto il governo Meloni ha a drasticamente ridotto il numero degli arrivi di immigrati in Italia, si è infatti passati da circa 160.000 nel 2023 agli 80.000 circa nel 2024. Questa riduzione è frutto di una attenta politica di contrasto e di un approccio diverso rispetto a quello seguito in precedenza. Detto questo, faccio presente al sindaco che oggi pare avere cambiato idea rispetto al suo predecessore che, nel 2018, quando l’allora ministro degli interni Salvini aveva “chiuso” i porti alle ong, De Pascale dichiarò che il porto di Ravenna sarebbe stato sempre aperto. E recentemente ha proposto di concedere una nuova forma di permesso di soggiorno per chi arriva in Italia, ovvero quello “di merito”, spalancando le porte ad ulteriori sbarchi.
Oggi notiamo un importante cambio di opinione. Non vorremmo che fosse solo propaganda per salvare la faccia del disastroso controllo del territorio voluta dalle non politiche del suo partito.
Di fronte a questo faccio presente che il numero di immigrati che, sbarcando a Ravenna rimangono in provincia, sono soltanto una quota. Esattamente come avveniva quando sbarcavano solo in porti del meridione. La differenza è che prima in Emilia Romagna arrivavano con la corriera e poi ripartiti nelle province. Il sindaco di Ravenna infatti, non dice quanti di quei 58 clandestini resteranno a Ravenna e quanti saranno invece trasferiti in altre province. Non dice che il Comune di Ravenna fa parte della rete SAI (sistema di accoglienza immigrati) e che ha in corso due progetti, uno per minori stranieri non accompagnati (MSNA) e uno per gli adulti, finanziati da anni dal Governo. Ma soprattutto non dice del fallimentare controllo dell’organizzazione di queste strutture, dove solo per ultimo si ricordi apparteneva il minore che faceva parte di una baby gang delinquenziale che ha messo a ferro e fuoco Ravenna e provincia per oltre un anno, prima di essere arrestato ad agosto.
Prima di gridare contro il governo, spesso in maniera anche contraddittoria, poiché la volontà della sinistra non è certo quella di voler ridurre o contrastare l’immigrazione, ma se possibile di incentivarla, sarebbe bene che si occupassero in maniera fattiva di quanto è di loro competenza. In definitiva non accettiamo lezioni dalla sinistra che, come spesso avviene, distoglie l’attenzione agitando degli spauracchi per nascondere i disastri che la sua gestione ha prodotto.”
Marta Farolfi Alberto Ferrero Senatore della Repubblica Consigliere regionale
Coordinatore provinciale
Fratelli d’Italia


























































