Condannati tre attivisti della Rete Antifascista per aver ricoperto con dei murales svastiche e croci celtiche disegnate in un muro davanti alla scuola in via Sante Bandini. Contro la condanna arriva l’appello dei Proletari Comunisti:
“La migliore solidarietà agli antifascisti condannati per aver coperto simboli nazisti a Ravenna va portata nelle piazze cittadine. La risposta necessaria all’altezza della situazione è riorganizzare la Rete Antifascista.
Il Tribunale della borghesia e le forze dell’ordine di questa città non è certo la prima volta che si distinguono nella persecuzione di attività antifasciste che escono dai confini di un antifascismo sterile, elettoralistico, autoreferenziale.
Della svastica sul sacrario di Camerlona, dell’oltraggio neofascista a Ponte degli Allocchi di qualche mese fa, per citare solo gli ultimi esempi, uniti all’autorizzazione questurina della commemorazione dell’assassino fascista Muti, con tanto di scorta poliziesca, che, di fatto, legittima l’apologia di fascismo, al contrario, non hanno dato luogo ad alcuna azione repressiva.
Di quei simboli nazisti davanti ad una scuola non si è occupato nemmeno il comune a guida PD, nè tantomeno il direttore scolastico. Per loro, evidentemente, non c’era nessun problema di decoro o di apologia di fascismo!
L’assurdo provvedimento repressivo del Tribunale di Ravenna si inserisce in un clima generale che a livello nazionale punta a reprimere l’antifascismo militante, così come le lotte sociali e politiche anticapitaliste, antirazziste e antimperialiste, la solidarietà con le rivolte carcerarie.


Se si comprende la portata dell’attacco repressivo non basta la difesa legale nelle aule dei Tribunali, ma bisogna riorganizzare le forze dell’antifascismo militante, coinvolgere studenti e lavoratori, portare la denuncia e l’appello alla mobilitazione nei quartieri. Proletari comunisti fa appello per organizzare al più presto una mobilitazione cittadina. Prepariamo un’assemblea cittadina e un presidio nel luogo dove è stata fatta la giusta e necessaria pulizia dei simboli nazisti e davanti il Tribunale dei benpensanti borghesi”.