Area Liberale ha presentato un’interrogazione nella quale critica il funzionamento dell’app Fatamtam, adottata dal Comune di Faenza per il controllo di vicinato, grazie ad un progetto cofinanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Secondo il capogruppo, Gabriele Padovani, il dispositivo avrebbe alcune problematiche che pregiudicano gli obiettivi per i quali era stata ideata: raccogliere segnalazioni destinate alla Polizia Locale su possibili reati o presenza di persone o auto sospette sul territorio.

Il testo dell’interrogazione:

PREMESSO CHE:

-La proposta nasce dalla volontà di alcuni cittadini di creare un sistema di allertamento tra vicini per alzare il livello d’attenzione reciproca e scambiarsi rapidamente informazioni su quanto si verifica nei dintorni delle nostre abitazioni.

– E’ un’ idea che trae ispirazione da esperienze già attive nel territorio dell’Unione della Romagna Faentina, quale importante contributo individuale al miglioramento del livello di sicurezza nelle nostre case, strade e quartieri.

– Nel Comune di Faenza si è scelto di adottare questo metodo di controllo di vicinato, attraverso una applicazione.

CONSIDERATO CHE:

-Tale applicazione, a quanto pare, risulta insoddisfacente alle funzioni richieste, in quanto chi la installa non può ricevere alcun tipo di notifica, sia visiva che acustica, in modo da limitarne la sua efficacia.

SI CHIEDE:

– Quanto sia costato al Comune di Faenza tale sistema di controllo di vicinato.

– Se si è già provveduto a risolvere i problemi sopra citati nelle considerazioni.

-Perché, al contrario di quello che succede in tutti i comuni d’ Italia non si è pensato di appoggiarsi a servizi gratuiti tipo whatsapp o telegram e invece si è scelto di spendere soldi per  sviluppare applicazione ad hoc.