“Stefano Pagani, giovane universitario che ha creato e gestisce la pagina Instagram per promuovere Lido di Classe come località a vocazione turistica e ambientale/naturalistica, rivolge, in collaborazione con Lista per Ravenna, il seguente appello alle istituzioni pubbliche interessate alla tutela e valorizzazione delle aree naturali protette Ortazzo-Ortazzino confinanti con questa località.

“È ormai da più di un anno che i riflettori sono di nuovo puntati sulle aree naturali dell’Ortazzo e Ortazzino, ma se l’allarme mediatico è (purtroppo) più che adeguato, a lasciare senza parole è il silenzio assordante dell’ente incaricato della loro tutela: il Parco del Delta del Po. Non c’è bisogno di ripercorrere le lunghe vicende -anche giudiziarie- del passato, ma non passa certo inosservato come siano ormai trascorsi più di cinquant’anni da quando la loro cementificazione fu fermata. Cinquant’anni che rendono, oggi, ancora più insopportabile la reazione del Parco di fronte a vicende, quelle degli ultimi anni, che hanno ridestato allarme.

Una breve considerazione che è bene riproporre: Ortazzo e Ortazzino non sono soltanto una delle più importanti aree naturali di Ravenna – sia per valore che per estensione – ma sono anche fra le più pregiate del Parco del Delta del Po e nel panorama europeo. Per decenni, i cittadini hanno fatto escursioni naturali, giri in bici, birdwatching…, pensando che un bene così prezioso fosse di tutti. Quelle terre, invece, sono sempre rimaste nelle mani proprio di quella società immobiliare (Immobiliare Lido di Classe S.p.a.) alla quale fu impedito di cementificare negli anni ’70.

A marzo dell’anno scorso, dopo tanto tempo, Immobiliare Lido di Classe s.p.a. ha deciso che era ora di vendere: forse una coincidenza che nel frattempo stessero avanzando le ultime lottizzazioni nella confinante Lido di Classe? Da quel momento, per Ortazzo e Ortazzino si sono susseguiti vari passaggi di proprietà. Il Parco del Delta del Po ha tentato invano di riscattarne almeno alcune parti, anche se la famosa “zona C” posta a sud dell’Ortazzino, tra via Canale Pergami e viale dei Lombardi, è rimasta fuori dalle trattative, nonostante fosse proprio quella in cui si cercò di edificare, essendo anche la meno tutelata. Se ci fermassimo qui, oggi, potremmo solo dire che queste terre sono ancora dei privati e che probabilmente il Parco dovrà giocarsi in tribunale il riconoscimento del suo diritto di riscatto, peraltro parziale. Tutto ciò è stato accompagnato da un deprimente rimpallo di accuse tra privati ed enti pubblici, ma c’è un fatto davanti al quale tutto il resto passa in secondo piano.

Proprio su quella “zona C”, l’8 novembre 2023, a seguito di una richiesta firmata da molte associazioni ambientalistiche, ha espresso, con nota n. 60326, un parere autorevole ISPRA (“Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale”), una delle massime autorità in tema di ambiente, nonché istituto di cui si avvale il Ministro dell’Ambiente nell’esercizio delle proprie funzioni. Ebbene, ISPRA ha ritenuto  addirittura “auspicabile” il cambiamento di classificazione della “zona C” in “B”, sottolineando sia l’anacronismo dell’attuale livello di tutela (inadeguato), sia come tale intervento servirebbe a “garantire la conservazione della biodiversità”. Qual è stata la risposta del Parco del Delta del Po? Silenzio.

Il 12 dicembre (2023) il Consiglio Comunale di Ravenna approva all’unanimità un atto di indirizzo, presentato dal capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi, che impegna, come primo punto, Sindaco e Giunta “ad attivarsi e ad operare proficuamente, presso la Giunta della Regione Emilia-Romagna e presso l’Ente Parco del Delta del Po, affinché l’attuale zona C dell’Ortazzo sia qualificata, nell’immediato, come zona B, al fine di ricercare il miglior equilibrio tra tutela ambientale e fruizione pubblica con finalità naturalistica, sul modello di riqualificazione e fruizione in corso a Punte Alberete”.  Notizie dal Parco sulla riclassificazione? Ancora silenzio.

Considerando che il procedimento di riclassificazione richiede molto tempo (anche un anno) e che dal parere di ISPRA sono già passati mesi (ormai sei), è davvero incomprensibile come nulla sia stato detto dal Parco sulla questione. Per quanto ne sappiamo, il procedimento potrebbe perfino non essere mai iniziato. Per questi allarmanti motivi, è doveroso che il Parco del Delta del Po chiarisca se e quando il procedimento di riclassificazione a “zona B” della “zona C”  a sud dell’Ortazzino, tra via Canale Pergami e viale dei Lombardi,  sia iniziato, rendendone noto lo stato di avanzamento.

Chiedo a mia volta al sindaco se intende far propria la richiesta di cui sopra, allo scopo di rispondere a questa interrogazione riferendone l’esito.”

Alvaro Ancisi

(capogruppo di Lista per Ravenna)