I familiari di un anziano morto a 78 anni, a gennaio 2021 al pronto soccorso dell’ospedale di Ravenna, hanno fatto causa chiedendo i danni alla clinica privata Domus Nova dove il paziente è stato ricoverato nell’ultimo mese di vita e dove, secondo una consulenza medico legale disposta dal giudice, avrebbe contratto due infezioni.
Il procedimento al tribunale civile ravennate, giudice Gianluca Mulà, dopo una mediazione fallita, è vicino alla sentenza.
I parenti dell’anziano sono assistiti dagli avvocati Chiara Rinaldi e Maria Federica Celatti, la clinica dall’avvocato Maurizio Hazan ed Edoardo Errico.
L’accertamento tecnico preventivo, concluso nel 2024 e firmato dal medico legale Paolo Fabbri e dall’infettivologo Marco Borderi, ha accertato che l’uomo, che aveva anche altre patologie, ha contratto il Covid e un’infezione urinaria dopo essere stato trasferito nella clinica, a dicembre 2020, per una riabilitazione in seguito ad un ictus.
Sempre per la consulenza c’è un nesso causale tra le infezioni e la morte, e le infezioni vengono considerate come il risultato di mancanze organizzative della struttura sanitaria, che non avrebbe provato di ave messo in atto tutte le misure idonee alla prevenzione.
Quello che è successo, per i consulenti, ha portato ad una riduzione delle aspettative di vita dell’anziano di circa due anni.
fonte Ansa




























































