Palazzo Manfredi ha ospitato il secondo appuntamento della Consulta delle Ragazze e dei Ragazzi di Faenza, un incontro che segna una tappa nel percorso dedicato alla toponomastica femminile e alla riscoperta della memoria collettiva locale. Nella Sala del Consiglio comunale “E. De Giovanni”, i cinquanta giovani rappresentanti degli istituti comprensivi Cerini, San Rocco, Europa, Matteucci e Sant’Umiltà si sono messi alla prova in una sessione laboratoriale di due ore dedicata all’analisi del tessuto urbano dedicato a figure femminili e alla ricerca storica. Sotto la guida dei loro docenti e del personale dell’Informagiovani dell’Unione Romagna Faentina (con le operatrici di LibrAzione), gli studenti hanno inizialmente esaminato la mappa cittadina per identificare le strade già intitolate a figure femminili, approfondendo le ragioni di tali dediche per poi passare allo studio di nuove biografie che potrebbero in futuro arricchire la toponomastica faentina. Il cuore dell’attività ha visto i ragazzi impegnati nell’analisi di sei profili di donne straordinarie che hanno segnato epoche diverse della storia di Faenza. Gli studenti hanno così potuto studiare, divisi in gruppi, la figura di Gentile Malatesta, che nel XV secolo governò con fermezza la città in un momento di estrema instabilità politica difendendo i diritti dei propri figli, e quella di Silvia Baroni Semitecolo, nota per aver trasformato la sua villa di Lizzano in un vivace salotto culturale frequentato da intellettuali del calibro di Carducci. L’attenzione si è poi spostata su Lucia Spada, protagonista del cattolicesimo sociale che fondò istituzioni educative e promosse l’emancipazione economica femminile attraverso il lavoro, e su Bianca Fonzari, pioniera dello sport che a metà del Novecento introdusse il basket femminile a Faenza sfidando i pregiudizi dell’epoca. Il percorso storico è giunto fino ai giorni nostri con le figure di Giovanna Bosi Maramotti, illustre studiosa e parlamentare impegnata nella tutela del patrimonio storico-artistico, e di Anna Rosa Gentilini, storica direttrice della Biblioteca Manfrediana che per quasi trent’anni ha guidato la modernizzazione dei servizi bibliotecari cittadini. Attraverso questo lavoro di gruppo discorsivo e partecipato, la Consulta sta ponendo le basi per la creazione della futura Mappa delle donne di Faenza. L’obiettivo dell’incontro odierno non era solo la conoscenza biografica, ma la comprensione di come l’impegno civile, culturale e politico di queste figure abbia contribuito a dare forma alla comunità attuale. L’esperienza permette ai giovani cittadini di confrontarsi direttamente con il concetto di rappresentanza e parità, collegando la ricerca locale ai grandi temi nazionali come l’ottantesimo anniversario del suffragio universale in Italia. Il materiale prodotto durante la mattinata sarà integrato negli strumenti digitali e nelle mappe interattive che verranno presentate ufficialmente alla cittadinanza il 3 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, come proposta concreta per rendere la toponomastica urbana più equa e inclusiva.