Tratti arginali in apparenza più bassi nel tratto cittadino del fiume Lamone. il Comitato Borgo Alluvionato, che rappresenta circa 400 famiglie alluvionate, ha così chiesto spiegazioni al Comune di Faenza e alla Regione Emilia-Romagna, ricevendo in risposta informazioni che lo stesso comitato ha definito “generiche”.
“Così il Comitato ha contattato un ingegnere specializzato in rilievi topografici di alta precisione, progettazione e modellazione idraulica, il quale attraverso un drone LIDAR ed un sofisticato programma, ha speditivamente rilevato ed elaborato un modello tridimensionale su alcuni tratti del bacino del fiume Lamone dentro l’abitato di Faenza da cui è scaturita la presenza di alcuni tratti di argine ribassati ed in particolare lungo via Cimatti e nella zona di via De Gasperi” fa sapere il Comitato Borgo Alluvionato.
La situazione è quindi stata segnalata alla Regione. In questi anni, d’altronde, la stessa Regione ha sempre promesso lavori di sistemazione arginale tali da portare gli argini di Faenza tutti alla stessa quota: “In pratica, un intervento di DEMOCRAZIA IDRAULICA in quanto in città non dovevano esistere zone esondabili a scapito di altre”.
“Purtroppo, dopo oltre 3 mesi dalla comunicazione al Comune ed alla Regione, formalizzata il mese scorso e ad un anno dall’alluvione di settembre 2024, pare che il Comune di Faenza si stia attivando per eseguire delle indagini e degli studi sul tratto arginale faentino, ma a tutt’oggi questa “DEMOCRAZIA IDRAULICA” è ancora una mera promessa” critica il Comitato.

























































