“A 2 anni dall’alluvione che ha messo in ginocchio il nostro territorio, La Pigna lancia un grido d’allarme sulle condizioni dei fiumi Ronco e Lamone. Nonostante le promesse e le devastazioni subite, gli alvei rimangono in uno stato di grave abbandono e gli interventi sugli argini procedono a passo di lumaca, se non sono del tutto fermi.
​La Pigna e i comitati alluvionati denunciano da mesi una situazione critica che mette a rischio l’incolumità dei residenti. I letti dei fiumi, in particolare del Ronco e del Lamone, si presentano come vere e proprie “foreste fluviali”, con una vegetazione fitta e incontrollata che ostacola il deflusso dell’acqua e aumenta il rischio di esondazioni.
​La mancata manutenzione ordinaria è solo una parte del problema. I lavori di ripristino e rinforzo degli argini, vitali per la sicurezza del nostro territorio, sono bloccati. In particolare, i lavori di ripristino dell’argine destro del fiume Ronco sono fermi da tempo, senza alcuna comunicazione ufficiale sulla loro ripresa. La stessa incertezza riguarda gli interventi di messa in sicurezza degli argini del Lamone.
​I cittadini hanno più volte sollevato la questione delle diverse altezze degli argini del Lamone, un problema strutturale che in passato ha contribuito ai danni. Nonostante le continue segnalazioni inviate agli enti competenti, dalla Regione al Comune, non sono mai arrivate risposte concrete.
​L’estate sta per finire e la preoccupazione dei residenti delle frazioni lungo le aste fluviali cresce di giorno in giorno. Le alluvioni che hanno devastato più volte il nostro territorio non hanno forse insegnato nulla? Le opere necessarie sono chiare e ben identificate: pulizia degli alvei, ripristino e rinforzo degli argini. La domanda che i cittadini pongono con forza è una sola: perché chi deve agire non si muove?”
Veronica Verlicchi
Capogruppo La Pigna, Città-Forese-Lidi