“La prima relazione depositata dai consulenti dei PM, i quali indagano sulle alluvioni del 2023 e del 2024, afferma che il disastro di Traversara e Faenza del 2024 non era imprevedibile, questo distrugge la narrazione anche un po’ vittimistica degli amministratori locali del PD, sindaci e presidente di regione, e di altri dirigenti vari di enti e sotto controllate pubbliche, i quali avevano sempre affermato che era impossibile prevedere non solo l’alluvione del 2023, ma anche quella del 2024 addirittura a Faenza dove era evidente che non era stato fatto nulla per proteggere il quartiere di Borgo Durbecco”.
La critica arriva da Rifondazione Comunista: “In realtà quello delle alluvioni era un disastro annunciato dove oltre che all’acqua il vero problema è stata la totale sottovalutazione del pericolo da parte degli enti che dovevano sorvegliare sui corsi d’acqua e sulle manutenzioni, enti e regione si sono continuamente rimpallati le responsabilità. Poi c’è la responsabilità politica di giunte che hanno autorizzato estrazioni gas, cementificazioni etc. su terreni soggetti a subsidenza”.
Nel 2023 il circolo di Villa San Martino denunciò una carenza nei primi soccorsi: “Senza negare il fatto che le piogge furono effettivamente straordinarie, ma furono solo la goccia che ha fatto crollare un sistema carente, manutenzioni e pulizie dei corsi d’acqua non si facevano da anni, Conselice si trovò allagata per giorni perché una paratia non fù mai controllata. Già per le alluvioni del 2023 ci chiedevamo perché non sono state completate le casse di espansione, perché non ne sono state fatte altre”.
A novembre 2023, in un altro comunicato stampa, il circolo chiese: “Perché non è stato fatto nulla?”. “In quell’articolo denunciammo il fatto che la fragilità degli argini era già a conoscenza dei comuni e della Protezione Civile, era la stessa Protezione Civile che lo scriveva nei suoi piani, l’ultimo depositato nel marzo 2023 cioè il “Piano di emergenza e di Protezione Civile dei Comuni della Bassa Romagna”, una beffa vedere nelle cartine allegate che proprio gli argini che collassarono erano segnalati come pericolosi.
La lezione non è bastata e nel 2024 si è replicato con Faenza, la quale era ovvio fosse indifesa da una nuova crisi, i quartieri colpiti nel 2023 erano sotto il livello del fiume, ma il capolavoro dell’inefficienza di Regione ed enti vari lo abbiamo visto a Traversara. In una relazione di Regione-Autorità dei Bacini del 2011 “PIANO STRALCIO PER IL RISCHIO IDROGEOLOGICO” si erano già individuate le fragilità dell’argine che è crollato nel 2024 (nella stessa relazione si parla anche di aree di laminazione da fare a Faenza) con una lentezza incredibile furono stanziati dei fondi, i quali però alla fine vennero spostati con delibera della Giunta Regionale n. 195 del 13/02/2023 per la messa in sicurezza di Parma.
Non avevamo bisogno di una relazione quindi per sapere quello che era di dominio pubblico, bastava semplicemente cercare nei documenti, ora però chiediamo che si velocizzi la messa in sicurezza di pianura e collina, il cambio del commissario per l’emergenza non ha portato un cambio di passo anzi; che si diano rimborsi adeguati a tutti i cittadini che hanno avuto danni o si rischia che le azioni legali blocchino il bilancio regionale; che si prenda una decisione seria insieme alla cittadinanza sul futuro dei luoghi più volte colpiti sia a Traversara che a Faenza, se è necessario si ripensino i luoghi, ma con una progettazione seria, non possiamo più assistere ad una amministrazione che si mette contro i cittadini.
Soprattutto chiediamo che chi sapeva e non ha fatto nulla, chi ha diretto in modo così incompetente la gestione dei fiumi si dimetta, almeno per la propria dignità.”
























































