«L’istituzione di una ZTL permanente, attiva 24 ore su 24, in via Marconi e via Marzabotto rappresenta l’ennesima follia green dell’Amministrazione, un provvedimento costoso, sproporzionato e del tutto scollegato dalla realtà». È il duro giudizio di Alberto Ancarani di Forza Italia sulla decisione assunta dalla Giunta comunale di Ravenna.

Secondo Ancarani, la misura viene presentata come un intervento di “riqualificazione urbana”, ma nei fatti rischia di trasformarsi in un nuovo ostacolo per chi vive, lavora o accompagna quotidianamente i figli a scuola nella zona interessata. «Si introduce una chiusura continuativa per risolvere una criticità che esiste solo in due momenti della giornata, negli orari di entrata e uscita dalle scuole, e per di più soltanto durante il periodo scolastico», sottolinea.

Per l’esponente azzurro si tratta dell’ennesimo esempio di gestione ideologica della mobilità urbana. «Una questione che poteva essere affrontata con soluzioni flessibili e orarie viene trasformata in un provvedimento rigido, permanente e privo di buon senso», afferma.

Le criticità, secondo Ancarani, non si limitano alla viabilità. «La trasformazione dell’area in una cosiddetta “street school”, con parco centrale e pedonalizzazione, rischia di produrre l’effetto opposto a quello dichiarato. Terminato l’orario scolastico, la zona sarà più isolata e meno sorvegliata, aumentando la percezione di insicurezza soprattutto nelle ore serali. Evidentemente – aggiunge – l’esperienza dei Giardini Speyer non ha insegnato nulla a questa Amministrazione».

Dal punto di vista della circolazione stradale, Forza Italia ritiene che l’intervento manchi completamente di razionalità. «L’unica opera davvero utile sarebbe stata la realizzazione di una rotatoria tra via Marconi e via Berlinguer, al posto dell’attuale semaforo, non certo una ZTL h24 con varchi, permessi e sanzioni automatiche», prosegue Ancarani.

A essere penalizzati, secondo il coordinatore azzurro, saranno anche i commercianti delle vie limitrofe, come via Cassino e via Montanari, già messi in difficoltà da precedenti interventi sulla viabilità. «La ridotta accessibilità della zona comporterà un’ulteriore perdita di clientela», avverte.

A rendere la scelta ancora più contestabile è infine l’entità dell’investimento: 738 mila euro per l’installazione di telecamere e impianti di controllo. «Una cifra enorme – conclude Ancarani – per un problema che esiste solo poche ore al giorno. Risorse pubbliche che potevano essere utilizzate per la manutenzione delle strade, l’illuminazione o la sicurezza delle aree davvero degradate. Ravenna ha bisogno di soluzioni concrete e di buon senso, non di costosi esperimenti urbanistici ideologici».