Si è da poco conclusa negli spazi del Museo Carlo Zauli di Faenza la mostra Natura Artificiale, dedicata all’artista Takako Hirai e curata da Paolo Trioschi e Matteo Zauli. L’esposizione, inserita nel programma della IX Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna, ha rappresentato il primo episodio di collaborazione tra il Museo faentino e la prestigiosa manifestazione ravennate, registrando un ottimo riscontro di pubblico e critica.

A suggellare questo successo arriva oggi un gesto particolarmente significativo: Takako Hirai ha scelto di donare al Museo Carlo Zauli l’opera Unione, realizzata appositamente per la mostra. Il lavoro nasce dall’incontro simbolico e materico tra le argille bianche dell’area di Kumamoto, in Giappone, e le celebri terre scure utilizzate dal Maestro Carlo Zauli, creando una sintesi poetica tra due tradizioni ceramiche lontane ma profondamente affini.

La mosaicista giapponese, da anni residente e attiva a Ravenna, conferma così il forte legame culturale e artistico che unisce la figura di Zauli al Giappone, un rapporto vivo e fertile che attraversa la storia del museo e trova nuova espressione nelle opere contemporanee di Hirai.

I lavori dell’artista dialogano in modo autentico con la scultura e il mosaico, prendendo vita negli stessi ambienti in cui operava il maestro faentino, scomparso nel 2002. Ne nasce un confronto creativo fondato sull’essenzialità delle forme, sulla purezza delle soluzioni cromatiche e sulla ricerca di un’armonia profonda tra materia e colore.

Questo scambio artistico ha trasformato gli storici laboratori del Museo Carlo Zauli, in via della Croce 6 nel centro di Faenza, in un luogo di incontro tra culture, tecniche e visioni contemporanee. Un dialogo che continuerà a vivere attraverso l’opera Unione, ora parte integrante e già visibile all’interno della Collezione permanente del Museo Carlo Zauli.