“Ieri, a tarda sera, il nuovo Consiglio comunale di Ravenna eletto il 25-26 maggio scorso, ha definito, nel numero di 10, le commissioni consiliari permanenti. Secondo il regolamento, “sono un’articolazione del Consiglio comunale per settori organici di materie, con funzioni preparatorie e referenti, ma anche consultive e propositive, per gli atti e le competenze del Consiglio”. Ognuna é composta da almeno un consigliere per ogni gruppo consiliare, mentre i gruppi con almeno sei consiglieri (attualmente il FLI) hanno però diritto a due commissari e quelli con almeno dodici a tre (il PD).
La deliberazione approvata ha ricevuto il voto favorevole della sola maggioranza, di fronte all’astensione dell’opposizione, a seguito della discussione provocata da 7 emendamenti presentati da Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, di cui 2 approvati all’unanimità e 5 approvati solo dall’opposizione, e da 1 di Luca Cortesi del PD, approvato solo dalla maggioranza. Gli emendamenti di Ancisi approvati hanno inserito al primo posto della commissione 6 la competenza sulla “Tutela dell’Ambiente”, che sorprendentemente mancava, e posto lo “Sviluppo economico” al primo posto della commissione 9 davanti al “Lavoro”, che prima lo precedeva. L’emendamento di Cortesi ha trasferito “Agricoltura e Agroalimentare” dalla commissione 6, in sostanza l’Ambiente, alla 3, in sostanza l’Urbanistica, mentre Ancisi e l’intera opposizione hanno ritenuto che fossero organiche alla 9, cioè allo Sviluppo economico, che comprende tutte le altre attività produttive. Altra divergenza si è avuta sulla volontà della maggioranza di mantenere il “Centro storico” nella 9 con lo Sviluppo economico, piuttosto che assegnarla alla 4, in sostanza con le Politiche culturali, che infatti comprendono anche il “Mosaico”.
La maggiore distanza tra le parti si è manifestata su “Forese e Lidi”, non inserita stranamente in alcuna commissione, che un emendamento di Ancisi avrebbe assegnato alla commissione n. 7, comprendente il “Decentramento”, ritenendo che essi ne rappresentino i comparti più problematici e in difficoltà.
Il quadro delle 10 commissioni risulta pertanto il seguente:
1) Affari istituzionali, Partecipazione, Sicurezza, Legalità;
2) Politiche sociali, Sanità, Politiche abitative, Associazionismo;
3) Assetto del Territorio (CCAT), Urbanistica, Rigenerazione urbana, Agricoltura e Agroalimentare;
4) Politiche culturali, Afam, Mosaico, Università;
5) Bilancio, Patrimonio, Società partecipate, Personale;
6) Tutela dell’Ambiente, Verde pubblico e Riforestazione, Aree naturali, Parco del Delta del Po, Rifiuti, Efficientamento energetico;
7) Politiche giovanili, Scuola e infanzia, Multiculturalità, Sport, Decentramento;
8) Lavori pubblici, Porto, Grandi infrastrutture, P.N.R.R., Geologico-Protezione civile-Subsidenza, Mobilità e Viabilità;
9) Sviluppo economico, Lavoro, Turismo, Commercio-Artigianato-Industria, Centro Storico;
10) Politiche e cultura di genere, Pace, Transizione digitale, Politiche europee e cooperazione internazionale. “

























































