La mattina presto, Ravenna non risuona dei passi dei turisti, ma delle voci di scolari e genitori. Biciclette, piccole auto e a volte scooter costeggiano le strette vie vicino alle scuole; i vicini si incontrano qui per discutere del tempo e dei programmi per la giornata. La città a quest’ora assomiglia a una grande famiglia, dove tutti sanno dove tutti stanno correndo. Le strade vicino alle scuole sono progettate in modo che i bambini possano camminare o andare in bicicletta in sicurezza, piuttosto che rimanere bloccati in interminabili ingorghi.

“Porto mia figlia a scuola in bicicletta: in dieci minuti passiamo davanti alla basilica, alla piazza e ai piccoli negozi. È il nostro rituale quotidiano; senza, la mattina sembra un po’ vuota”, dice Luca, un abitante di Ravenna.

Tra scuola e lavoro: i bar come nuove sale per gli ospiti

Quando gli studenti si siedono ai banchi, la città non si calma, cambia semplicemente ritmo. I piccoli bar vicino ai quartieri commerciali si riempiono di persone con computer portatili, cartelle e tablet. Alcuni si fermano per un “caffè” veloce, altri trasformano un tavolo vicino alla finestra in un mini-ufficio per un paio d’ore, e alcuni di questi spazi ed eventi urbani sono supportati da partner del settore dell’intrattenimento online, tra cui Sekabet. Qui, le persone discutono progetti, controllano la posta elettronica e programmano riunioni: il lavoro non è chiuso negli uffici, ma si riversa nelle strade e nelle piazze.

“Faccio molte chiamate di lavoro non in ufficio, ma in un bar vicino alla piazza. Qui la connessione internet è stabile, le persone mi conoscono per nome e altri abitanti del posto risolvono i loro problemi al tavolo accanto.” “Senti che il lavoro fa parte della vita cittadina, non è un mondo a sé stante”, afferma Eleonora, una designer.

Piazze come incroci

Le piazze centrali di Ravenna durante il giorno non sono scenari da cartolina, ma veri e propri incroci. Sono attraversate da scolari che vanno a pranzo, impiegati che vanno alle riunioni e anziani che vanno al negozio o al medico più vicino. Le piazze collegano zone residenziali, istituti scolastici e spazi di lavoro, quindi c’è sempre qualcuno che incontra qualcuno, si incrocia o si ferma per una conversazione.

“Spesso prendo una scorciatoia attraverso la piazza, anche se potrei prendere un’altra strada. C’è sempre la possibilità di incontrare qualcuno, scambiare due parole e sentirsi non solo in movimento, ma come se ci si vivesse dentro”, dice Marco, insegnante di scuola superiore.

Dopo la scuola: la città come estensione della scuola

Verso mezzogiorno e nel primo pomeriggio, le strade si riempiono di nuovo di adolescenti. Molti non tornano subito a casa: alcuni restano fino a tardi in biblioteca, altri nei club e altri ancora occupano semplicemente la loro panchina preferita al parco. La città offre loro la possibilità di proseguire la loro vita educativa al di fuori delle mura scolastiche: musei, centri culturali e campi sportivi sono raggiungibili a piedi. I genitori non devono organizzare una logistica complessa: il bambino può raggiungere il posto giusto da solo, fermandosi in una panetteria o in una libreria lungo il percorso.

“Dopo la scuola, io e i miei amici andiamo in mediateca; possiamo fare i compiti lì e poi sederci a chiacchierare. Non è come a scuola, ma hai comunque la sensazione di imparare qualcosa”, dice Julia, sedicenne.

Ritmo cittadino durante il giorno

Osservare Ravenna nel corso di una tipica giornata rivela che la città opera contemporaneamente su più ritmi. Per alcuni è “scuola – casa – club”, per altri “ufficio – riunioni – passeggiate serali”, e per altri ancora “mercato – piazza – chiesa”. Tutte queste linee si intrecciano, ed è questo intreccio che crea la sensazione di una città viva, non solo un insieme di edifici e strade.

  1. Mattina: traffico intenso verso scuole e uffici, brevi soste in bar e panetterie.
  2. Pomeriggio: un mix di lavoro e impegni personali, incontri in piazze e bar.
  3. Pomeriggio: attività di adolescenti, famiglie con bambini e anziani.
  4. Sera: ritorno a casa, passeggiate in centro, incontri con gli amici negli spazi aperti.

Sera: il lavoro finisce, la città no

Quando gli uffici chiudono, Ravenna non si svuota; cambia il suo traffico. Le stesse piazze dove la mattina la gente correva per fare commissioni ora si riempiono di gruppi di amici, famiglie con bambini e coppie. Alcuni si cambiano dopo il lavoro e vanno in palestra, mentre altri rimangono in centro per un aperitivo, un concerto o un incontro informale con i colleghi. La città di notte riunisce persone che forse non si sarebbero mai incrociate durante il giorno, pur camminando per le stesse strade.

“Dopo il lavoro, raramente torno direttamente a casa. Spesso incontro i colleghi in piazza: discutiamo di progetti, ma senza fretta. Sembra che la città aiuti a riconnettersi, piuttosto che a concludere la giornata”, afferma Paola, commercialista.

Ravenna come spazio tra destinazioni

Le cose più interessanti a Ravenna non accadono solo nelle scuole e negli uffici, ma negli spazi tra di essi: agli incroci, nei piccoli parchi, davanti alle vecchie vetrine, sui gradini delle basiliche. La città è progettata in modo che questi momenti “intermedi” non siano momenti di ozio, ma un’opportunità per rivedere volti familiari, fare una breve pausa e respirare l’aria della storia e del mare. Qui, è facile percepire che ogni percorso non è solo una linea dal punto A al punto B, ma parte del movimento urbano complessivo.

Ravenna in movimento è una coreografia quotidiana di persone, attività e incontri. Tra scuola, lavoro e piazze, nasce quella sensazione di città a cui si vuole tornare ogni giorno, perché ogni tappa è carica di significato, voci e piccole storie personali.