L’Emilia-Romagna rientra fra le regioni commissariate dal governo Meloni per non aver approvato i rispettivi piani di dimensionamento per il prossimo anno scolastico. Insieme alla nostra regione, sono state commissariate per la scuola la Toscana, l’Umbria e la Sardegna. Il dimensionamento rientra fra le norme previste dal PNRR, per adeguare la rete scolastica alla popolazione studentesca.

Il mancato rispetto di questo adempimento, per il Governo, mette a rischio le risorse già erogate. La misura riguarda la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura di plessi scolastici.

“Il Governo vuole imporre all’Emilia-Romagna una riorganizzazione e accorpamento della rete scolastica pubblica nonostante la Regione presenti dati pienamente in linea, e addirittura superiori, ai parametri ministeriali. Verrebbero riuniti sotto dirigenze uniche plessi scolastici anche molto distanti tra loro. È una scelta ingiusta, priva di trasparenza e con conseguenze pesanti sulla qualità del sistema scolastico”

 

Lo dichiarano i capigruppo della maggioranza regionale Paolo Calvano (PD), Simona Larghetti (AVS), Lorenzo Casadei (M5S) e Vincenzo Paldino (Lista Civici con de Pascale) commentando il commissariamento deciso dal Consiglio dei ministri sul dimensionamento della rete scolastica. “A fronte di un parametro nazionale fissato a 938 studenti per istituzione scolastica l’Emilia-Romagna registra una media di 994 alunni. I numeri direbbero che dovremmo avere più dirigenti scolastici, non meno – sottolineano i capigruppo –. Eppure il Governo impone un ulteriore taglio di 17 autonomie, portandole da 532 a 515, deciso senza un vero confronto istituzionale con la nostra Regione”.

 

“Altro che incapacità amministrativa – proseguono–. La Regione ha sempre agito nel pieno rispetto della leale collaborazione, chiedendo semplicemente l’applicazione coerente dei criteri nazionali. Commissariare una Regione che ha rispettato le regole, è un atto ingiusto e mostra l’arroganza istituzionale del Governo nei confronti delle Regioni, in spregio all’autonomia tanto decantata dal Governo stesso”.

La maggioranza esprime pieno sostegno al presidente Michele de Pascale e all’assessora Isabella Conti: “Siamo al loro fianco nella difesa della scuola pubblica e dell’autonomia scolastica. Per questo stiamo predisponendo una risoluzione a supporto della Giunta regionale per ribadire con forza la contrarietà a un provvedimento che colpisce una Regione virtuosa e penalizza studenti, famiglie e personale scolastico”.

 

“Qui non è in discussione un atto tecnico ma una scelta politica che rischia di assegnare  a pochi dirigenti plessi scolastici troppi ampi, con sedi molto distanti tra di loro, penalizzando le aree montane e interne, dove ragazze e ragazzi diventano numeri e non persone. Difendere la scuola pubblica non è una battaglia amministrativa: è una scelta di equità, coesione sociale e futuro per il Paese”, concludono.

In polemica col governo, fra le fila del Movimento 5 Stelle, anche il senatore, Marco Croatti, il coordinatore regionale Gabriele Lanzi, la deputata Stefanaia Ascari e il consigliere regionale Lorenzo Casadei: “Dopo il taglio di migliaia di posti di lavoro e di centinaia di milioni di euro alla scuola statale, questo commissariamento rappresenta l’ennesimo colpo a un sistema già messo sotto pressione, mentre continuano a essere garantiti finanziamenti alle scuole private senza che venga applicato lo stesso rigore. Le Regioni commissariate avevano scelto responsabilmente di tutelare studenti, famiglie e docenti, adattando le scelte organizzative alla realtà demografica e sociale dei territori, evitando accorpamenti che avrebbero prodotto solo disservizi e ulteriore disagio. Imporre dall’alto decisioni che ignorano queste specificità significa indebolire la scuola pubblica e accelerare lo svuotamento delle comunità locali”