
Per il nuovo anno accademico, il corso di laurea in Medicina e Chirurgia registra un incremento del 14% dei posti disponibili a livello nazionale. In concreto, 3.000 studenti in più, distribuiti negli atenei di tutta Italia, potranno – superato il semestre filtro – iscriversi al percorso formativo.
L’Università di Bologna segna un aumento di 133 posti, di cui 100 destinati alla Romagna. Un dato che si traduce in un balzo significativo per le sedi di Ravenna e Forlì, dove il numero di matricole del primo anno passerà in ciascuna sede da 130 a 180.
Questa espansione non si limita ai numeri: rappresenta una visione di lungo periodo che mira a potenziare la formazione medica in Romagna, rispondendo in maniera concreta alle esigenze del sistema sanitario locale e valorizzando le infrastrutture universitarie e ospedaliere già presenti sul territorio.
«Si tratta di un investimento strategico per il territorio e per il futuro della sanità romagnola»– sottolinea la Prof.ssa Mirella Falconi Mazzotti, coordinatrice del corso di Ravenna e presidente di Fondazione Flaminia – «Con più studenti e più strutture dedicate, potremo formare medici pronti ad affrontare le sfide del sistema sanitario locale. Oltre ad ampliare l’offerta formativa, questa crescita consolida il legame tra università e strutture sanitarie del territorio, garantendo un apprendimento pratico e immediatamente spendibile anche nelle realtà ospedaliere locali. Più giovani potranno studiare Medicina senza lasciare la Romagna e, contemporaneamente, si potranno sviluppare importanti progettualità di assistenza e ricerca che vedranno coinvolti medici universitari e professionisti del sistema sanitario impegnati nella formazione dei futuri medici».
Ravenna e Forlì compiono quindi un passo avanti concreto e lungimirante: aprono nuove porte ai sogni di centinaia di aspiranti camici bianchi, offrendo loro opportunità concrete di formazione, crescita e radicamento professionale nel cuore della Romagna























































