Con un Ordine del giorno presentato in corso di seduta nel Consiglio Comunale di ieri la Consigliera Chiara Francesconi ha chiesto e ottenuto – durante la presentazione della delibera per consentire il finanziamento dei lavori di costruzione della nuova piscina comunale, da garantirsi con fideiussione del Comune per euro 3.500.000 ‒ che il Comune di Ravenna apra subito un tavolo di discussione con le società del nuoto ravennate dove si dibatta non soltanto della ricerca di spazi acqua da individuare nel momento in cui sarà abbattuto il vecchio impianto, ma soprattutto si agevolino i rapporti fra il gestore e le suddette società, e si definiscano i contributi utili per dare continuità all’attività sportiva sia di tipo agonistico che di base durante il periodo di chiusura della vasca di 50 metri.
L’Ordine del Giorno, infatti, oltre che dalla Consigliera proponente di Progetto Ravenna è stato votato positivamente anche dal PD e da Avs, con il non voto del PRI presente e l’astensione dell’opposizione. «Questo Ordine del giorno si è reso necessario visto che la prospettiva organizzativa della piscina non è ancora stata ben definita dal gestore nei rapporti con le società e gli enti di promozione sportive natatorie, che ad oggi sono sempre più preoccupate di vedersi private di un’attività per la quale negli ultimi decenni hanno impiegato costantemente risorse, personale, formazione e volontariato e professionalità quand’anche èlegittimo che chi si è aggiudicato la gara e ha lavorato al progetto possa determinare come rientrare dell’investimento». Francesconi ha poi voluto sottolineare che «già nel luglio 2023, a pochi giorni di distanza dalla determina in esito alla procedura pubblica per la concessione, il Comune di Ravenna aveva sottoscritto con il gestore un contratto di “realizzazione e gestione della nuova piscina comunale e centro fitness” dove veniva sottolineato l’impegno a fare entrare le società sportive e gli enti di promozione sportiva nella gestione dei corsi e delle attività sportive (oltre che ovviamente dell’agonistica) applicando gli stessi prezzi offerti in sede di gara per il nolo degli spazi d’acqua per le società sportive e gli enti di promozione sportiva per attività sportiva e corsisticache mi auguro sia rispettato. Tuttavia nel gennaio 2025 vi è stato un incontro fra società ed enti di promozione sportiva sul tema della nuova Piscina di Ravenna con i rappresentanti dei soggetti costruttori e gestori e alla presenza dell’Assessore competente ma, su dichiarazione delle principali società (UISP; ENDAS; LIBERTAS), tale incontro ha lasciato aperti ancora troppi temi da definire, soprattutto in relazione alla ipotetica futura gestione “commerciale” di iniziative che Ravenna ha invece sempre considerato anche nella loro “valenza sociale” e da sempre organizzate per il benessere dei cittadini stessi, a prezzi calmierati e con l’impiego di tecnici specializzati. Per questo motivo» conclude Chiara Francesconi «ho chiesto e ottenuto un impegno esplicito da parte del Sindaco e la giunta affinché sia assolutamente salvaguardato il patrimonio dell’associazionismo sportivo locale che ha sempre garantito una pluralità, un’offerta per tutti e multidisciplinarietà, soprattutto dopo che si è appreso che si darà priorità alla vasca di 25 metri anziché a quella di 50 metri ‒ come invece inizialmente previsto ‒ e questo inevitabilmente porterà alla chiusura per il periodo dei lavori della vecchia piscina».
























































