È stata definita la più rilevante frode carosello mai scoperta in provincia di Ravenna: un sistema complesso di fatture false e flussi finanziari che, tra il 2015 e il 2022, ha permesso di evadere oltre 2 miliardi di euro di IVA. L’operazione, denominata Ghost Credits, è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ravenna sotto la direzione della Procura Europea – sede di Bologna, con la collaborazione delle autorità giudiziarie di diversi Paesi europei ed extraeuropei, tra cui Svizzera, Belgio, Olanda, Lettonia e le Antille olandesi.
Il meccanismo della frode prevedeva la creazione di società fittizie, spesso con sede all’estero, che emettevano fatture per operazioni inesistenti. In questo modo si generavano indebiti crediti IVA, consentendo ai beneficiari di ottenere rimborsi fiscali o di abbattere in maniera fraudolenta le imposte dovute. L’indagine ha messo in luce come alcune aziende italiane riuscissero ad acquistare prodotti informatici a prezzi addirittura inferiori a quelli di listino della casa madre, realizzando profitti illeciti superiori al 10% sul singolo pezzo venduto.
Oltre alle responsabilità personali degli amministratori e dei dipendenti coinvolti, è emerso un quadro di consapevole partecipazione alla frode. Chat, intercettazioni telefoniche e ambientali hanno documentato tentativi di eludere i controlli e di costruire versioni concordate da fornire agli investigatori.
Sono già stati eseguiti sequestri preventivi per circa 40 milioni di euro tra disponibilità finanziarie, immobili e quote societarie. Due le società italiane finite al centro dell’inchiesta: una in provincia di Ravenna, che avrebbe utilizzato oltre 128 milioni di euro di fatture false con un’evasione IVA di circa 27 milioni, e una nell’hinterland romano, che avrebbe contabilizzato operazioni inesistenti per oltre 53 milioni.
Le indagini proseguono per individuare ulteriori responsabilità e recuperare quanto sottratto alle casse pubbliche. La Guardia di Finanza sottolinea che l’operazione rappresenta non solo un colpo alle frodi fiscali internazionali, ma anche una tutela per le imprese oneste e i consumatori, penalizzati da chi altera le regole della concorrenza.

























































